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I bimbi omaggiano i nonni a teatro

I bimbi omaggiano i nonni a teatro

I piccoli leggono alcuni temi: «Monica è tecnologica e ha Instagram» 

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CALCI. «Ho un nonno tutto bio che coltiva e alleva ogni giorno dell'anno. Frutta, verdura e animali diventano il suo dono quando ne ho più bisogno. Ho una nonna instancabile che, come una brava formichina, aiuta il nonno nelle faccende più dure nell'orto e nel pollaio».

È un brano dell’elaborato di Roberto, un bambino della scuola primaria. Lo ha letto al Teatro Valgraziosa davanti ad alcune centinaia di persone intervenute alla manifestazione di proclamazione dei “Nonni più” 2018. Insieme a questo alunno decine di compagni i quali, in un’atmosfera festosa, hanno reso omaggio alle mamme e ai babbi dei loro genitori. Canzoncine, poesiole, disegni, pitture e perfino un miniconcerto di flauto. Tutto bellissimo ed emozionante. A far battere forte i cuori soprattutto le parole spontanee, spesso ingenue, comunque semplici, dei bimbi. Ha scritto Nicole: «La mia nonna si chiama Anna. È cordiale e gentile. I suoi occhi, nonostante la tarda età, sono vigili e vispi. Colore verde. Quando si tratta di cucina non si tira mai indietro. Fa i biscotti più' buoni del mondo e, nelle occasioni speciali, prepara un dolce che, come diremmo, è al bacio. Tra le sue ricette ci sono anche le crêpes e delle torte salate squisite. Non va quasi mai a fare la spesa o in giro, ma quando ci va porta la sua inseparabile bicicletta verde come i suoi occhi. Ce l'ha da molti anni e, siccome non ci può più salire, ci si appoggia».

Flavia fa sapere: «Nonno Lorenzo è il nonno più giovane mai visto sulla terra, non dico che ha 20 anni ma lui è giovane dentro. Non dico che ha gli addominali, ma ha un bel fisico perché era nella Guardia di finanza e gli facevano fare gli allenamenti con gli Alpini». Chiara porta la sua schietta testimonianza: «Mia nonna Grazia ha 80 anni. Lei ha un carattere allegro e scherzoso ed è ancora molto in gamba. Ogni anno a carnevale si traveste da Biancaneve. Si mette una parrucca nera con un fiocco rosso, il vestito giallo e blu. Si trucca in viso. Vestita così è davvero buffa. Tanti bambini appena la vedono iniziano a piangere e disperati vanno dai loro genitori. Devo dire che ha fatto paura anche a me, la prima volta che l’ho vista vestita così».

Filippo abbozza una disamina esistenziale. Annota: «Il mondo dei nonni è un mondo strano perché hanno vissuto una vita totalmente diversa da quella dei ragazzi di oggi. Non avevano telefoni, computer, televisioni e non avevano la maggior parte delle cose che abbiamo adesso. La nonna Paola e mia nonna Monica sono tecnologiche. Hanno Facebook e Instagram. Qualche volta hanno bisogno di qualcosa perché non la sanno fare, mi chiamano e gliela spiego. In queste occasioni mi sento d'aiuto e mi sembra strano che io debba insegnare qualcosa a loro. Purtroppo il mio nonno Claudio ci ha lasciato in modo improvviso qualche anno fa. Fin da piccolo s'innamorò della Juventus e fino al suo ultimo giorno è stata la sua grande passione. Mi ricordo che quando la Juve faceva goal urlava così forte da sentirlo per tutta Calci».

Pierluigi Ara

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di Redazione web