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guerra dei bus 

Spedite circa 160 notifiche alle società per 14mila euro

Spedite circa 160 notifiche alle società per 14mila euro

PISA. Alla rotatoria sotto il cavalcavia della Fi-Pi-Li, ben cinque agenti della polizia municipale. Hanno il compito di bloccare i bus di Autostradale e Caronna, le due società che portano i...

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PISA. Alla rotatoria sotto il cavalcavia della Fi-Pi-Li, ben cinque agenti della polizia municipale. Hanno il compito di bloccare i bus di Autostradale e Caronna, le due società che portano i passeggeri dell’aeroporto da Pisa a Firenze e viceversa. Sono entrati in servizio da poco e così un mezzo per entrambe le compagnie è comunque fermo davanti al terminal del Galilei, dove l’arrivo sarebbe vietato dall’ordinanza che ha portato ai ferri corti Toscana Aeroporti e Comune.

Gli autisti spiegano che niente è cambiato da quando è iniziata la guerra dei bus. In determinate fasce orarie gli agenti della municipale si mettono nei punti di ingresso all’area aeroportuale e non fanno passare. Soprattutto il pomeriggi però i controlli sono meno stringenti e qualche autobus riesce a raggiungere il Galilei per la felicità dei passeggeri a bordo, senza incorrere in sanzioni. E anche nei weekend sembra che la morsa sia meno stretta.

L’ordinanza comunque mantiene intatto il suo valore e dunque le pattuglie hanno l’ordine di fermare i bus impedendo di raggiungere il terminal dello scalo, mentre le società non dissidenti scaricano i loro passeggeri al parcheggio scambiatore, lato Aurelia, della Pisamover Spal, la concessionaria della navetta e degli spazi di sosta.

Ma gli effetti dell’ordinanza cominciano a farsi sentire anche sotto il profilo economico. Nella prima fase di attuazione del provvedimento i vigili facevano comunque passare i bus, prendendo nota però delle targhe dei mezzi. Quelle sanzioni hanno iniziato ad essere notificate da parte dell’amministrazione e le cartelle sono state spedite alle società.

Si tratta al momento di circa 160 notifiche, al costo ciascuna di 85 euro: il totale dunque è di circa 14mila euro, corrispondente per le compagnie dei bus ad un mancato introito di quasi mille biglietti. Forse per il momento i conti tornano ancora, ma è una corsa che resta assai tirata.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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