Il Tirreno

Pisa

Il sindaco in lacrime dall’amico Daniele «Ci siamo abbracciati»

di Pietro Barghigiani
Il sindaco in lacrime dall’amico Daniele «Ci siamo abbracciati»

Alla Continental si sono presentati i compagni di partito Da Mazzeo a Cerri e Forte, da Gallo al candidato Serfogli

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PISA. «Non c’era da dirsi niente. Ci siamo solo abbracciati». Gli occhi sono umidi. La voce incrinata di chi si sforza di non piangere.

Il sindaco Marco Filippeschi esce dallo stabilimento della Continental a San Piero a Grado nel tardo pomeriggio.

Come lui sono andati a confortare Daniele Carli, segretario del circolo di Riglione, il consigliere comunale Sandro Gallo, Fabrizio Cerri, amministratore unico di Pisamo, l’assessore Giuseppe Forte, il candidato sindaco, Andrea Serfogli e il consigliere regionale Antonio Mazzeo.

Il Pd è colpito da un lutto che ha rovesciato, azzerandola, la vita serena e felice di un padre di famiglia che pensava al lavoro, ai suoi affetti e al partito.

«È una tragedia in cui non si possono avere parole, la città è nel dolore e in lutto e io non posso che unirmi al dolore di tutti per la scomparsa della piccola Giorgia» ha dichiarato il sindaco nel suo intervento in occasione dell'apertura delle Mura di Pisa.

Nessuna canzone, nessuno spettacolo, dunque, per salutare un momento storico, come quello della riapertura della cinta muraria medievale, fino a ieri avvenuta solo in via eccezionale in particolari occasioni.

Troppo grande il dolore di tutta la comunità, e soprattutto di chi i genitori di quella bambina li conosceva bene. Filippeschi, come Paolo Ghezzi e Ranieri del Torto, tutti presenti per le celebrazioni sotto il baluardo Santa Maria – le lacrime trattenute a stento – conoscevano bene soprattutto il padre di Giorgia.

«Un incidente assurdo, come purtroppo è avvenuto altre volte – ancora Filippeschi – Un cortocircuito forse, nella mente del padre che ha dimenticato di consegnarla al nido. Noi lo conosciamo, conosciamo la famiglia di questa vita spezzata troppo presto e non possiamo che rispettarne il dolore con il silenzio».

Autorità cittadine e organizzatori della cerimonia inaugurale, dopo un minuto di commosso raccoglimento, hanno scelto di rinunciare a ogni aspetto celebrativo in segno di vicinanza e solidarietà alla famiglia.

Nessun concerto, nessuno spettacolo, nessun festeggiamento. Gli sbandieratori muti e attoniti, affacciati dall'alto della Torre, insieme ai musici di città, tenevano le loro bandiere a mezz'asta.

Un silenzio assordante, capace di oscurare la bella giornata di sole che con sfacciata indifferenza illuminava tutto, ha accompagnato la mesta passeggiata dei presenti sul camminamento.

Impossibile sottrarsi al forte senso di dolore e assurdità calato come una cortina di polvere tossica su chi era accorso per celebrare con il cuore leggero un traguardo importante per la città, lo spalancarsi di una nuova forma di sguardo "dall'alto" su Pisa.

Analogo il tono mantenuto nel corso dell'appuntamento serale alle Officine Garibaldi, ridotto a sobrio momento di approfondimento culturale sulla storia della città, alla presenza dell'architetto Marco Guerrazzi, curatore del progetto di restauro delle Mura, e dalla professoressa Gabriella Garzella.

In casa Carli si stavano già preparando i festeggiamenti per la prima candelina di Giorgia.

Un evento atteso al quale avrebbe fatto la sua parte la sorellina maggiore. Giorgia avrebbe soffiato sulla torta quella candelina solitaria giovedì 31 maggio.

(collaborato Carlotta Lattanzi)

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