Gioco
«Il Comune è contrario e non dà collaborazione»
PISA. «Nove anni fa, nel mio primo anno da vicesindaco, mi espressi con chiarezza e pubblicamente contro le modalità organizzative di Canapisa. Non comprendevo allora, e non lo comprendo nemmeno oggi,...
PISA. «Nove anni fa, nel mio primo anno da vicesindaco, mi espressi con chiarezza e pubblicamente contro le modalità organizzative di Canapisa. Non comprendevo allora, e non lo comprendo nemmeno oggi, come un tema tanto importante, la liberalizzazione delle droghe leggere, venisse trattato in maniera così becera e costringendo la nostra città a subire una violenza gratuita che nessuno ormai è disposto più ad accettare». Questa è la posizione del vicesindaco Paolo Ghezzi (candidato con “In lista per Pisa”, centrosinistra).
«In questi anni - prosegue Ghezzi - si sono susseguiti quattro diversi ministri dell’Interno, dal leghista Maroni al democratico Minniti, ed a Pisa quattro prefetti e quattro questori cui è demandata la possibilità di vietare una manifestazione solo per seri motivi di ordine pubblico che, però, nessuno di loro ha mai ravvisato. L’amministrazione comunale non ha alcuna titolarità su manifestazioni di questa natura: bastano tre giorni di preavviso alla questura che, se non ravvisa gli estremi per vietare la manifestazione, può imporre prescrizioni organizzative». Ancora una volta, dice Ghezzi, «ho rappresentato con forza al tavolo per l’ordine pubblico la contrarietà dell’amministrazione per quest’ennesima richiesta che, tra l’altro, avrebbe avuto la pretesa di passare per i lungarni con raggruppamento finale alla Cittadella. Ho rappresentato le difficoltà e il disagio della città. Il questore ha già chiaramente rappresentato, anche mezzo stampa, l’impossibilità di vietare una manifestazione come questa, garantita dalla costituzione e in cui, al pari di altre, i reati devono essere perseguiti per legge e che cesserà solo quando gli organizzatori decideranno di non riproporla più».
«Abbiamo ottenuto - dice Ghezzi - il percorso più breve e decentrato possibile. Ci siamo opposti, ma invano, all’assembramento in piazza Sant’Antonio. Ci siamo rifiutati di mettere a disposizione bagni chimici e transenne che devono essere a carico dell’organizzazione e abbiamo chiesto che vengano pretesi i requisiti previsti dalla circolare Gabrielli. Una posizione di netta contrarietà e nessuna collaborazione Pisa, ancora una volta, è costretta a subire».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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