Il Tirreno

Pisa

Caso bar, condanne azzerate ai vertici Aoup

Caso bar, condanne azzerate ai vertici Aoup

In appello annullata la stangata di 1,2 milioni di euro. I giudici: «Non necessaria la gara per la gestione»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Cancellata, con la sottolineatura di errori marchiani, dalla sezione d’appello della Corte dei conti la condanna inflitta in primo grado a 12 tra dirigenti e sindaci revisori dell’Azienda ospedaliera per la gestione dei bar interni a Santa Chiara, Cisanello e Calambrone.

I giudici contabili di secondo grado hanno accolto i ricorsi annullando la condanna al pagamento di 1.223.000 euro.

La tesi che l’azienda avrebbe incassato di più se la gestione dei bar-spacci fosse stata affidata con una gara d'appalto, anziché assegnata a una cooperativa emanazione del circolo aziendale, è stata spazzata via in maniera radicale. Tra i difensori dei dodici gli avvocati pisani Massimo Nitto, Stefano Bracci e Giuseppe Toscano. Si tolgono dalle spalle il fardello di un risarcimento monstre l’ex direttore generale Enrico Desideri (in carica dall'8 marzo 2004 - 7 novembre 2006, e con dimissioni dall'incarico dal 13 novembre 2006) Vairo Contini, ex direttore, (per il periodo 1 marzo 2007 - 6 agosto 2007 e 7 agosto 2007 - 18 marzo 2009) 61.173 euro: Carlo Rinaldo Tomassini, attuale commissario e precedente direttore generale, (19 marzo 2009 - 18 marzo 2012 e 19 marzo 2012 -18 marzo 2015); Ilde Coiro, direttore amministrativo da 10 maggio 2004 - 15 novembre 2006 e 1 marzo 2007 - maggio 2007); Giorgio Palagini, direttore della unità operativa Acquisizione Beni e Servizi - Contratti e Patrimonio (5 marzo 2001 - 30 settembre 2010); Rinaldo Giambastiani, attuale capo ufficio tecnico, direttore ad interim (1 ottobre 2010 - 31 ottobre 2011); Annalisa Vagelli, direttrice dall'1 novembre 2011; Luigi Nannipieri (presidente del Collegio Sindacale), Marcello De Renzi, Monica Ghelardi, Mauro Roberto Fabbri e Ezio Feri (componenti del collegio Sindacale). «Le stime del danno ipotizzate dai carabinieri del Nas di Livorno non sono state verificate neppure dai giudici di prime cure» si legge nella sentenza secondo la quale i calcoli sono stati fatti senza alcuna valutazione di congruità.

Tutto nasce da un esposto anonimo con cui venivano denunciate le locazioni ritenute risibili versate all'azienda ospedaliera, a fronte di introiti ben più remunerativi. La coop di consumo di Crdo Srl era divenuta esclusiva titolare della gestione. Per l’accusa aver lasciato alla coop la gestione dei bar aziendali applicando un canone di locazione non adeguato ai valori di mercato aveva significato creare un danno alle casse ospedaliere. Ma in secondo grado i giudici scrivono che non potevano essere fatte gare nel 2005 sulla base di una disciplina introdotta l’anno successivo. Di qui l’annullamento della stangata.(p.b.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web