Il Tirreno

Pisa

la vertenza/2 

Geofor e Avr protestano in piazza

di Danilo Renzullo
Geofor e Avr protestano in piazza

Dal cambio delle divise ai contratti: ecco cosa chiedono i sindacati

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PISA. Trattativa per il rinnovo contrattuale arenata e misure di sicurezza inadeguate. I lavoratori dell’Avr e quelli di Geofor hanno incrociato le braccia per rivendicare il cambio di vestiario e il rinnovo dei contratti.

Lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl, Usb e Cobas, che ieri ha provocato in tutta l’area pisana disagi e problemi per la raccolta dei rifiuti e dei servizi legati all’igiene ambientale, ha incassato un’adesione quasi bulgara. Oltre il 90% dei lavoratori delle due aziende si è fermato per un giorno e, con un presidio sotto Palazzo Gambacorti, davanti a quasi tutti i candidati sindaco alle prossime amministrative, hanno rivendicato maggiori misure di sicurezza e l’avvio del tavolo di trattativa per la sottoscrizione del nuovo contratto di categoria. Richieste e rivendicazioni diverse, quelle partite dai lavoratori delle due società, confluite in un’unica mobilitazione.

Quello di ieri rappresenta il primo sciopero globale, almeno a livello territoriale, delle aziende legate al settore dei rifiuti e dell’igiene ambientale. I lavoratori di Avr (circa 60 nel cantiere di Ospedaletto, oltre 100 in quello di Navacchio), oltre a rivendicare l’uniformazione dei contratti, puntano il dito contro l’azienda per il recente cambio di vestiario. La società ha deciso infatti di sostituire le “classiche” divise catarifrangenti di colore arancione (che permettevano al lavoratore di essere visibile durante i servizi di spazzamento delle strade) con delle tute di colore blu scuro che, secondo lavoratori e sindacati, «pongono un problema di sicurezza grave». «L’obiettivo - accusano i rappresentanti sindacali - è di risparmiare sui costi di lavaggio delle divise, mettendo però a rischio gli operatori impiegati in strada. C’è poi un problema di contratti: i lavoratori Avr assegnati agli appalti del Comune di Pisa e di Geofor sono inquadrati con il contratto di riferimento, tutti gli altri con il multiservizi. Una differenza di alcune centinaia di euro a parità di mansioni».

I mancati adeguamenti contrattuali hanno portato anche i lavoratori di Geofor (circa 280) ad incrociare le braccia. I sindacati avevano chiesto di uniformare le varie tipologie contrattuali alle nuove norme, presentando anche una piattaforma, inizialmente contestata (in parte) dalla società. «Solo dopo l’avvio di una mobilitazione e la proclamazione di alcuni scioperi - specificano le rappresentanze sindacali - durante una convocazione in prefettura Geofor ha presentato la propria piattaforma su cui basare la trattativa per l’applicazione del nuovo contratto» che probabilmente già nei prossimi giorni sfocerà in un tavolo di trattativa.

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