Gioco
Tra i birrifici in mostra il “derby” Pisa-Livorno
PISA. Ultima giornata di BeeRiver ed ecco la seconda puntata con i birrifici artigianali che partecipano all’edizione che ha aperto i battenti venerdì scorso.Birrificio Mastino (San Martino Buon...
PISA. Ultima giornata di BeeRiver ed ecco la seconda puntata con i birrifici artigianali che partecipano all’edizione che ha aperto i battenti venerdì scorso.
Birrificio Mastino (San Martino Buon Albergo-Verona). Attingendo al vivace crogiuolo del movimento artigianale veneto, BeeRiver 2018 affida il ruolo di portabandiera regionale al marchio Mastino, avviato nel 2007 a San Martino Buon Albergo in provincia di Verona grazie all’iniziativa di due fratelli, Mauro e Oreste Salaorni, testardamente decisi a promuovere il progetto di produrre birra (e predicarne il verbo) in un territorio consacrato alle virtù della vite e alla cultura legata al vino, peraltro qui di gran pregio. Ebbene, dopo anni di pedalate in ripida salita, la scommessa può dirsi vinta: l’attività, nella cui compagine sociale è entrato a far parte nel 2015 Christian Superbi, è oggi considerata tra quelle di maggior spicco.
Birrificio Vetra (Caronno Pertusella-Varese). Arriva a BeeRiver 2018 (edizione primaverile) un esponente del nutrito esercito artigianale della Lombardia (regione tra le apripista dell’intero movimento artigianale tricolore). Si tratta di Vetra, marchio giovane (l’esordio è datato 2016), caratterizzato da un’impronta imprenditoriale dinamica, anche in aspetti dal forte impatto comunicativo come quello delle scelte grafiche, e da un profilo qualitativo riconosciuto da subito, e unanimemente, come decisamente elevato. Ad assolvere il ruolo di coordinatore della sala cotte è l’ex homebrewer di lungo corso Stefano Simonelli.
La Gilda dei Nani Birrai (Pisa). L’unico nome prettamente autoctono è il primo marchio microbrassicolo in assoluto ad aver avviato (era il 2014) il proprio impianto di produzione all'interno dei confini del comune di Pisa. D’impronta fortemente identitaria, con un’iconografia ispirata all’immaginario del Gioco del Ponte, la Gilda è la proiezione del sogno dei due soci Daniele Maccheroni e Angelo Priamo (entrambi impegnati in sala cotte). Quest’anno, dopo aver collocato vari altri premi nel proprio palmares, i nani birrai si sono tolti la soddisfazione di ottenere per la Cordis (una Scotch Ale) il riconoscimento di Grande Birra nella nuova edizione della Guida alle Birre d’Italia pubblicata da Slow Food.
P3 Brewing Company (Sassari). Luppolo, sempre luppolo, fortissimamente luppolo: quello che segna la cifra stilistica della P3 Brewing Company è un way of brewing consacrato, pur non esclusivamente, alle virtù degli odorosi coni del tenace rampicante. Avviato a Sassari nel 2012, il marchio dal suono anglosassone si colloca saldamente tra i più rappresentativi nel panorama sardo grazie al sodalizio tra i due soci fondatori, nonchè titolari dell’attività: gli amici Giacomo Petretto (ex homebrewer di lungo corso, oggi responsabile della produzione) e Pierpaolo Peigottu.
Piccolo Birrificio Clandestino (Livorno). Tra i componenti della pattuglia toscana figura il marchio livornese guidato in ideazione e produzione dall’estroso e comunicativo Pierluigi Piggiu Chiosi. Considerato tra i più quotati, con titoli in ascesa anche all’estero, il Clandestino arriva a BeeRiver in grande forma, con una vendemmia di premi negli ultimi anni a livello sia nazionale sia internazionale, tra i quali emergono quelli delle successive pubblicazioni della Guida alle Birre d’Italia Slow Food, la cui ultima edizione assegna al Clandestino il simbolo del Fusto per l’elevata qualità riconosciuta all’intera gamma, con specifico riferimento all’impianto di mescita alla spina.
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