Il Tirreno

Pisa

Selezione in ateneo no del rettore agli atti della commissione

PISA. Non bastavano le rinunce a catena dei docenti nominati nella commissione selezionatrice per assegnare la cattedra di Economia aziendale nel dipartimento di Economia e Management. Un posto...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Non bastavano le rinunce a catena dei docenti nominati nella commissione selezionatrice per assegnare la cattedra di Economia aziendale nel dipartimento di Economia e Management. Un posto “caldo” attorno al quale i presunti favoritismi per decretare il vincitore designato sono sfociati in un’inchiesta per abuso d’ufficio.

Ora a ritardare i lavori per aggiudicare il posto di docente di ruolo - prima fascia - arriva anche la mancata approvazione degli atti dell’organismo appena insediato con tanta fatica. Alla prima riunione che fa la commissione? Modifica un criterio di valutazione uscendo dal seminato della sentenza del Tar che aveva accolto il ricorso di Giulia Romano, 39 anni, di Livorno, ricercatrice che sta combattendo una battaglia, non solo legale, per la trasparenza nello scacchiere universitario. Il rettore Paolo Mancarella con un decreto non ha approvato gli atti della procedura per un posto da ordinario di Economia aziendale perché «il criterio così come modificato risulta illegittimo per il mancato rispetto del principio della predeterminazione dei criteri di valutazione». E ha imposto alla commissione entro il 18 maggio di ripristinare l’originale ulteriore criterio già fissato dalla commissione il 5 ottobre 2016.

È una questione tecnica che nelle sfumature della selezione diventa sostanza. Il criterio precisato il 9 aprile scorso sosteneva nelle valutazioni tra la dottoressa Romano e il professor Simone Lazzini «ai fini della determinazione analitica dell’apporto individuale nelle pubblicazioni collettanee, in assenza dell’attribuzione formale dell’apporto di ciascun autore nel lavoro medesimo, tale apporto verrà valutato in via paritetica rispetto agli altri autori». Il Tar nell’annullare la nomina del professor Lazzini aveva, invece, fornito un altro orientamento: «La commissione può valutare i contributi che i concorrenti abbiano dato a pubblicazioni collettanee, purché l’apporto individuale del candidato sia analiticamente determinato nei lavori in collaborazione. In difetto la pubblicazione collettanea non è valutabile in sede concorsuale di procedura». Insomma, nei lavori scientifici a firma plurima si deve poter evidenziare il contributo del singolo candidato.

È una selezione “maledetta”. Un percorso lastricato di denunce e ritiri dei commissari (almeno otto) che da oltre un anno e mezzo ha assunto i contorni di una vicenda kafkiana. Dopo le rinunce dei docenti che non vogliono avere a che fare con la valutazione su cui ha puntato i fari la Procura, la nuova prova stenta a mettersi sulla giusta carreggiata. Quella imposta dal Tar e, per ora, poco ascoltata.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web