Il Tirreno

Pisa

«Il Galilei crescerà ancora ma servono più spazi»

di Francesco Loi
«Il Galilei crescerà ancora ma servono più spazi»

Il presidente Carrai dopo la frenata del traffico passeggeri ad inizio anno «Trattative con l’aeronautica per nuove piazzole, presto il rinnovo con Ryanair» 

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PISA. Nei primi tre mesi dell’anno, +7% di passeggeri per l’aeroporto di Firenze e -0,4% per il Galilei. Una frenata prevista, per lo scalo pisano, o fonte di preoccupazione in prospettiva? Risponde a questa, e altre domande, Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti.

Carrai, i pisani come devono prendere i numeri ufficiali che emergono dal resoconto trimestrale di inizio anno?

«L’andamento del traffico dell’aeroporto di Pisa al 31 marzo 2018 è sostanzialmente in linea con quello dei primi tre mesi del 2017, anno in cui, tengo a ricordarlo, Pisa ha segnato il record di sempre di passeggeri superando per la prima volta i 5 milioni».

Ma come spiega questo rallentamento nella crescita del traffico passeggeri al Galilei?

«Storicamente il primo trimestre dell’anno è influenzato da dinamiche di stagionalità del business cui si sono aggiunte le già previste cancellazioni di alcuni voli Ryanair a causa delle note problematiche giuslavoristiche legate ai piloti e al personale di volo che hanno interessato la compagnia aerea lo scorso autunno. Peraltro, lo scalo di Pisa è stato il meno penalizzato da Ryanair tra quelli italiani».

Toscana Aeroporti come si è mossa in questo periodo, ben sapendo delle problematiche di Ryanair?

«In questo scenario riteniamo di aver svolto un ottimo lavoro e di aver dato dimostrazione ancora una volta di saper reagire prontamente alle dinamiche del mercato. È di grande rilievo la forte crescita registrata sia dal mercato russo (grazie all’apertura del nuovo collegamento per San Pietroburgo e all’incremento di frequenze per Mosca da parte di Pobeda e alla piena operatività del collegamento per Mosca da parte di S7) sia dal mercato polacco grazie alla piena operatività del volo per Cracovia proprio da parte di Ryanair».

Quanto può ancora crescere, oggettivamente, il Galilei senza l’ampliamento del terminal? A che punto è l’iter del progetto dopo l’avvio della cosiddetta fase zero?

«La crescita del Galilei in questo momento dipende in maniera preponderante dall’ottenimento di ulteriori piazzole da parte dell’aeronautica militare, con la quale è in corso un dialogo. Senza queste, il traffico non potrà crescere tanto più di quello attuale. Per quanto riguarda il terminal, ricordiamo che il Masterplan di Pisa è stato approvato solo lo scorso ottobre e quindi, una volta approvato, abbiamo avviato da subito i lavori. Entro l’inizio dell’alta stagione 2018, come da programma, saranno completati investimenti per 4 milioni di euro per l’ampliamento delle aree arrivi e partenze non Schengen e per i lavori di adeguamento dei piazzali aeromobili per il traffico intercontinentale. Mentre, a partire dalla fine del 2018, inizieranno i lavori di ampliamento e ristrutturazione del terminal, con un investimento di 37 milioni di euro».

Ancora una volta è stato dimostrato che i risultati del Galilei sono legati a filo doppio alle performance di Ryanair: a quando la firma del rinnovo del contratto in scadenza quest’anno?

«Ryanair è un partner di grande importanza per lo scalo di Pisa. Contiamo di definire in tempi brevi il Memorandum of Understanding (accordo bilaterale) per il rinnovo per altri 5 anni della presenza della compagnia irlandese presso lo scalo di Pisa».

Lei lo ha accennato prima: quali le strategie in atto da parte do Toscana Aeroporti per rendere il Galilei più “intercontinentale”?

«Da quando alla guida di Toscana Aeroporti c’è Corporacion America Italia entrambi gli scali di Pisa e Firenze sono cresciuti di oltre mezzo milione di passeggeri, proprio grazie alle diverse specializzazioni dei due scali che tendono ad integrarsi perfettamente e non farsi concorrenza. In questo disegno, Pisa ha una vocazione per i voli low cost e, appunto, intercontinentali. Proprio sotto la guida di Corporacion America Italia sono state inaugurate nuove importanti rotte intercontinentali dall’aeroporto di Pisa come Mosca, San Pietroburgo e Doha aprendo la Toscana ad Est del mondo. Stiamo lavorando inoltre sul fronte occidentale per riattivare la tratta con gli Usa. Uno dei tasselli, però, è la disponibilità di maggiori spazi».

Sul fronte della “guerra dei bus” con il Comune si intravedono spiragli?

«Peccato che agli sforzi e all’impegno quotidiano di Toscana Aeroporti per aumentare passeggeri, rotte e qualità del servizio faccia da contraltare la pessima immagine che dal 19 aprile, giorno di entrata in vigore dell’ordinanza dei bus, Pisa sta dando di sé al mondo intero. Continuiamo a ricevere quotidianamente lettere di tour operator, compagnie aeree e passeggeri preoccupati ed arrabbiati che minacciano di non utilizzare più Pisa. In questo momento, mi sembra questa l’unica vera grande minaccia per la crescita dello scalo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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