Gioco
Conti: «La moschea? Ragioniamone con Lucca e Livorno»
Il candidato del centrodestra rilancia sposando la tesi della Lega anche contro l’opinione, più moderata, di Forza Italia
PISA. «Nel mio programma la questione è chiara: non intendiamo realizzare la moschea, certamente non a Porta a Lucca». Michele Conti, candidato sindaco del centrodestra a Pisa, taglia corto e chiude senza esitazioni il dibattito a distanza di ieri sulle pagine del Tirreno: la Lega da una parte con il proprio no alla nuova moschea e Forza Italia dall’altra a ribadire che il diritto di culto va tutelato anche se sul dove e sul come costruire un edificio per la preghiera per la comunità mussulmana si può e si deve discutere.
Se si trattasse di una partita l’avrebbe vinta la Lega per uno a zero. In realtà il contesto è quello di una coalizione - Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia - NaP - che sostiene il candidato Conti e aspira a governare la città pur dimostrando di avere opinioni e approcci differenti almeno su questo tema. Conti infatti sposa quanto sostenuto con un post sui social dal parlamentare leghista Edoardo Ziello: «Stamani (ieri, ndr) su Il Tirreno trovate la posizione favorevole di Forza Italia sulla costruzione delle moschee. Voglio rassicurare tutti i pisani: nel programma del candidato a sindaco, Michele Conti, grazie alla Lega, è stato messo a caratteri cubitali, l’impegno della nostra coalizione, a impedire la costruzione della moschea, attraverso una bella variante urbanistica, nei primi mesi di mandato della nuova amministrazione. Se a qualcuno, invece, balza per il capo l’idea di avere un atteggiamento debole nei confronti dell’islam, è sempre in tempo ad accettare la candidatura nella lista del Pd o in qualche civica di Centrosinistra».
Parole pesanti bilanciate, certamente, da una maggiore diplomazia da parte di Conti che evita di entrare nel merito della questione «tutela dei diritti» sollevata da Forza Italia e dal vice coordinatore provinciale Riccardo Buscemi, e piuttosto rilancia: «Se sarò sindaco porrò la questione della moschea in termini di area vasta. Serve un luogo di culto per la comunità islamica? Bene ragioniamone con i nostri vicini: Lucca e Livorno». Non solo: il candidato non perde l’occasione per criticare i modi con i quali la vicenda è stata gestita fino ad oggi. «La faccenda è partita male - sottolinea - i cittadini chiedevano un referendum e questa loro richiesta andava assecondata perché parliamo di una scelta che impegnerà la città per il futuro. Il vero referendum sulla moschea ora sarà il voto del 10 giugno». Sullo sfondo resta però il “nodo” urbanistico: il terreno di Porta a Lucca per la nuova moschea è di proprietà della comunità islamica pisana e ha come destinazione quella di “attrezzature pubbliche”, quindi anche luogo di culto. Un progetto di massima c’è già. È possibile sul piano normativo uno stop al percorso avviato? Per la Lega sì, a colpi di variante urbanistica. Ma nei limiti, si intende, delle norme esistenti. (v.l.)
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