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Pisa

Barista uccisa da auto chiesta la condanna del giovane investitore

Barista uccisa da auto chiesta la condanna del giovane investitore

Il pubblico ministero: un anno e 10 mesi per omicidio stradale Disposta dal giudice una perizia sulla velocità della Panda

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PISA. Una condanna a un anno 4 mesi per omicidio stradale e a 6 mesi per guida sotto effetto di sostanze stupefacenti. Un totale di un anno e 10 mesi è la richiesta del pm Giovanni Porpora per il 21enne di Montecalvoli che nel maggio 2016 investì e uccise una conosciuta barista di Pontedera, Linda Baglioni, di 37 anni, travolgendola con la sua Panda.

Il giovane ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato sulla base degli atti e con uno sconto di pena di un terzo in caso di condanna. Il difensore, Andrea Cariello, ha formalizzato il rito alternativo nell’udienza di ieri al termine della quale il gup Pietro Murano ha disposto una consulenza tecnica che dovrà mettere un punto fermo sulla velocità dell’auto del 21enne. Secondo il consulente della Procura l’utilitaria viaggiava in pieno centro a 76 km/h, mentre per il tecnico della difesa la velocità era di 52 km/h. Il consulente del giudice dovrà dirimere questa discrepanza utile a stabilire l’eventuale gravità della violazione stradale anche in funzione dell’effettività visibilità del pedone. L’udienza è stata aggiornata a giugno. Presenti in aula anche la sorella di Linda con i legali Paola Puccinelli e Carlo Porcaro D’Ambrosio rimasti nel processo come rappresentanti della parte offesa che è già stata risarcita e non si è costituita parte civile. Tra positività al test antidroga e l’andatura alla guida della Panda, l’automobilista collezionò un primato negativo: fu il primo a essere arrestato in provincia per effetto della nuova legge sull’omicidio stradale. Lo schianto avvenne di sera in via Vittorio Veneto. Appena sceso dalla Panda il giovane raccontò di non avere visto a distanza il pedone nella via e quando se lo vide davanti ormai era troppo tardi. «Era in mezzo alla strada, non l’ho vista», raccontò in lacrime quando fu sentito dai carabinieri. La barista fu travolta e le lesioni provocate nell’urto la portarono al decesso avvenuto alle 6,45 di domenica 22 maggio del 2016. L’auto la falciò mentre stava andando verso la sua macchina ferma davanti al bar che portava il suo nome. Un quadro clinico disperato che virò in tragedia la mattina della domenica. L’esito dei test sull’automobilista fornì un quadro sufficiente per far scattare l’arresto per l’omicidio stradale.

Pietro Barghigiani

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