Il Tirreno

Pisa

«Caro Grillo, qui sono stati demoliti i principi di M5S»

«Caro Grillo, qui sono stati demoliti i principi di M5S»

La consigliera comunale Elisabetta Zuccaro all’attacco dopo la scelta di Amore «L’interferenza di Livorno ha impedito agli attivisti di scegliersi il candidato»

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PISA. «Caro Beppe, dalla mia elezione in consiglio comunale, nel 2013, ho sempre cercato di portare valore aggiunto al progetto del Movimento 5 Stelle con tutte le mie competenze e con spirito critico». Inizia così una lettera aperta che Elisabetta Zuccaro, consigliera e portavoce M5S a Palazzo Gambacorti, rivolge a Beppe. Ovvero direttamente a Beppe Grillo. Elisabetta Zuccaro è il punto di riferimento del meetup cittadino che ha proposto un candidato (Giulio Lisanti) diverso da quello scelto dall’altro meetup (Gabriele Amore). Quest’ultimo, dopo mesi di silenzio, ha ricevuto dalla direzione nazionale del movimento il simbolo per presentarsi alle elezioni. Una scelta senza passare, come sembrava, dalle “sindacarie” (il voto on line sulla piattaforma Rousseau, emblema della partecipazione popolare degli attivisti alle decisioni grilline). Da qui le riflessioni della consigliera che prende spunto dal caso pisano per arrivare «a quella mutazione genetica (nel bene e nel male) che si è innescata nel Movimento».

Critiche a ripetizione. La prima: «Per un Movimento con il vento in poppa, quella di Pisa è una realtà forse trascurabile, sulla quale si è voluto calare dall’alto un verdetto senza appello, senza comunicazioni, che ha deciso di non consultare la base». Subito dopo la seconda che chiama in causa il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, e di conseguenza il meetup “storico” che ha espresso la candidatura di Amore. «Gli sponsor altolocati e la pesante interferenza della vicina Livorno hanno prevalso sul principio dell’uno vale uno, impedendo agli attivisti di Pisa di scegliersi il proprio candidato a sindaco. Forse una votazione avrebbe rivelato che il consenso interno del giovane candidato, definito minoritario in una retorica di parte, scorretta e autoreferenziale, poteva essere in realtà maggioritario nella base certificata? Non lo sapremo mai. Rimane solo la certezza dei 20 voti che hanno proposto la candidatura alternativa».

Ancora un affondo: «Hanno avuto ragione le truppe nascenti di capibastone locali che lavorano da tempo per demolire i principi di orizzontalità e trasparenza nel Movimento, umiliando e derubricando la democrazia diretta a strumento di manipolazione. È il nuovo, già vecchio, che avanza». E poi: «A chi dichiara che questa decisione dall’alto è stata ben ponderata e analizzata con grande serietà, rispondiamo che essa rappresenta uno schiaffo a quel principio di democrazia diretta che predichiamo da anni e che oggi risulta offeso dall’aver aggirato la piattaforma Rousseau».

Una forza politica che ha un terzo del consenso politico nazionale, è il punto finale del ragionamento di Zuccaro, «ha delle responsabilità in termini di trasparenza interna se vuole promuovere all’esterno le libertà e la democrazia, se vuole arginare il pensiero unico riavvicinando le persone alla politica. A prescindere dai soggetti e dalla rilevanza dei contesti, non si è voluta cogliere l’opportunità di una scelta trasparente e questo si presenta come un ossimoro politico rispetto alle origini del Movimento, un tarlo di sistema che ne può minare le basi con scenari inquietanti. Ora, caro Beppe, la parola spetta agli elettori». A proposito, Elisabetta Zuccaro cosa farà il 10 giugno? «Non voto perché abito nel comune di San Giuliano».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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