La protesta
Caduta mortale dal solaio sentiti tre testi dell’accusa
PISA. Sono stati sentiti tre testi dell’accusa nel processo per la morte in un cantiere di Alessandro Galli, l'artigiano di 47 anni che la mattina del 6 dicembre 2013 morì dopo una caduta dal solaio...
PISA. Sono stati sentiti tre testi dell’accusa nel processo per la morte in un cantiere di Alessandro Galli, l'artigiano di 47 anni che la mattina del 6 dicembre 2013 morì dopo una caduta dal solaio di un casale in ristrutturazione a Latignano.
È la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la contestazione mossa dalla Procura all'imprenditore edile Davide Morucci, 44 anni, di Peccioli e alla responsabile della sicurezza del cantiere, Barbara Tonissi, 47 anni, di Pontedera a giudizio per omicidio colposo in concorso. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giovanni Frullano e Riccardo Ghilli, mentre la famiglia di Galli si è costituita parte civile con il legale Silvia Morelli. Pm in aula Giancarlo Dominijanni con il giudice Antonella Frizilio. Sposato e padre di due bimbi, Galli, residente a Peccioli, era sul cantiere come lavoratore autonomo. Un muratore chiamato dall'amico e collega Morucci per sistemare la casa colonica in via Rotina nella campagna di Latignano. Nessun testimone assistette alla caduta dal solaio. Prossima udienza a ottobre.(p.b.)
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