Toscana
Nasce la fondazione per gestire i lasciti
L’eccezione resta Fiorella Fanali e quel milione ricavato dalla vendita dei due immobili a Pisa e ad Asciano e dalla liquidità trovata in banca. Ma l’università si è attrezzata anche per lasciti di...
L’eccezione resta Fiorella Fanali e quel milione ricavato dalla vendita dei due immobili a Pisa e ad Asciano e dalla liquidità trovata in banca. Ma l’università si è attrezzata anche per lasciti di minore consistenza. Sta per diventare operativa una fondazione creata ad hoc per gestire i fondi derivanti da patrimoni lasciati all’ateneo.
«A breve faremo i bandi per assegnare le borse di studio secondo i desiderata di chi ha lasciato i beni all’università – spiega il direttore Riccardo Grasso –. Dopo il caso della signora Fanali non ci sono stati altri lasciti». Ecco nel dettaglio quanto è stato destinato all’ateneo in misura di 9/20, al netto delle spese, compresa la sepoltura della maestra. Il totale è di 433.097 euro corrispondente al 45 per cento del totale ottenuto da diverse vendite: mobili, 3.520 euro; due immobili, 282.150 euro; liquidazione Banca Fideuram 132.427 euro; liquidazione Mps (stimata e in attesa di acquisirla tuttora) 15.000 euro. Riguardo agli obblighi del testamento della maestra a carico dell’università c’era solo quello di destinare la quota ricavata dal lascito per finanziare borse di studio nei settori di chimica, fisica e biologia a nome di Piero Consani, marito di Fiorella, nonché cultore della pisanità e poeta vernacolare. (p.b.)
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