Il Tirreno

Pisa

Ex consigliere di An vince causa di lavoro contro l’Ente Parco

PISA. Prima ha ricevuto una sanzione disciplinare scritta (censura) per aver abbattuto un daino gravemente ferito. Poi è stato sospeso tre giorni per non aver fatto un sopralluogo nel lago che però...

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PISA. Prima ha ricevuto una sanzione disciplinare scritta (censura) per aver abbattuto un daino gravemente ferito. Poi è stato sospeso tre giorni per non aver fatto un sopralluogo nel lago che però non poteva fare, dal momento che non poteva usare i mezzi del Parco. E infine è stato sospeso altri dieci giorni per aver avuto – diceva il suo comandante – «una condotta non corretta verso il proprio superiore gerarchico». E ogni volta, insieme al lavoro, si interrompevano anche lo stipendio e il conteggio per la pensione. Ma adesso il giudice del lavoro gli ha dato ragione e dovrà essere risarcito delle giornate di lavoro perse dal suo titolare di lavoro, che è il Parco regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Protagonista di questa vicenda è Mariano Serafino Tramontana, ex consigliere comunale di An, guardiaparco di Pisa, o meglio “specialista di vigilanza della polizia municipale e locale” alle dipendenze del Parco dal 2008. I fatti oggetti di provvedimenti disciplinari sono accaduti dal 2013 al 2015 e sono costati a Tramontana, oltre ai giorni di lavoro persi, anche l’impossibilità di partecipare a concorsi pubblici nell’arco di questi anni.

Il primo caso risale al 2013 ed è accaduto a Camp Darby. “Vicenda eutanasia” è stata chiamata durante la ricostruzione davanti al giudice del tribunale di Pisa. In sostanza Tramontana avrebbe abbattuto un daino gravemente ferito, all’interno dell’area militare e usando la sua pistola di ordinanza. Gli viene chiesto di riconsegnare l’arma. Non lo fa e riceve un provvedimento disciplinare. Gli viene contestato «il mancato rispetto delle disposizioni inerenti l’espletamento delle proprie funzioni» e gli viene chiesto di riconsegnare l’arma. Nel 2014 altra vicenda. Nonostante Tramontana – secondo la ricostruzione fatta davanti al giudice – avesse informato i suoi datori di lavoro di non potersi recare in alcune zone del lago per diversi motivi (tra quello di non poter usare i mezzi), il Parco gli chiede di fare un sopralluogo nel lago di Massaciuccoli. Non ci va e viene sospeso per tre giorni per «inosservanza a disposizioni di servizio».

Infine, nel 2015, viene accusato o di aver «proferito frasi offensive verso il suo superiore in presenza di altri dipendenti». Per questo viene sospeso dal lavoro per altri dieci giorni.

Tramontana ha fatto ricorso e lo ha vinto. Il giudice Franco Piragine gli ha dato ragione dichiarando «illegittime» le sanzioni disciplinari. Le motivazioni saranno rese note tra sessanta giorni, ma intanto il Parco dovrà sborsare (di soldi pubblici) una cifra come 10mila euro tra spese di giudizio e rimborso forfettario nei confronti del dipendente. Senza considerare la richiesta di risarcimento danni (per i concorsi saltati, il danno di immagine, quelli morali e via dicendo) che Tramontana ha già pronta nel cassetto per essere spesa in tribunale.

Melania Carnevali

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di Redazione web