Il Tirreno

Pisa

«L’ordinanza anti bus è nemica dello sviluppo»

«L’ordinanza anti bus è nemica dello sviluppo»

Durissimo attacco di Confcommercio al Comune. Intanto Toscana aeroporti prosegue la campagna mediatica e chiede a Filippeschi i conti del Pisamover

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PISA. La guerra dei bus, scatenata dall’ordinanza del Comune che obbliga i pullman privati a sostare nel parcheggio scambiatore del Pisamover, è – come tutte le guerre – anche una questione di schieramenti. E mentre i toni del confronto si alzano, con una nuova eclatante iniziativa di comunicazione “anti-Comune” di Toscana Aeroporti, in città c’è appunto chi si schiera. Lo ha fatto la presidente di Confcommercio, Federica Grassini, che chiede il ritiro dell’ordinanza comunale con parole durissime nei confronti dell’amministrazione guidata da Marco Filippeschi.

«Siamo alla tragicommedia, a Troisi e Benigni nel film Non ci resta che piangere: Alt, chi siete? Un fiorino. Eccoci al feudalesimo del terzo millennio, al soviet supremo del comune di Pisa che con una ordinanza nemica dello sviluppo vorrebbe obbligare in tutti i modi i passeggeri del Galilei ad usare quell’opera monstre che è il Pisa Mover – tuona la presidente – La tutela dell’ambiente è la classica foglia di fico, il pretesto risibile e strumentale per sostenere una ordinanza illiberale e dannosa per il turismo di Pisa, la sua infrastruttura principale che è l’aeroporto, lo sviluppo presente e futuro della toscana costiera. Non c’è tempo da perdere: questa ordinanza va ritirata!». Grassini parla di «assoluta leggerezza e l’incoscienza» dell’amministrazione in quella che definisce «una guerra unilaterale che ha già causato un danno d’immagine gigantesco, mentre a Bologna si staranno fregando le mani, pregustando nuovi affari che si profilano con l’aeroporto di Firenze, proprio a spese dello scalo pisano». E prosegue elencando i motivi per i quali il Pisamover, costato 72 milioni di euro, non doveva neppure essere costruito. «Esisteva già un treno – ricorda – che partiva dentro l’aeroporto e permetteva ai passeggeri di arrivare alla stazione di Pisa oppure raggiungere Firenze. Dulcis infundo un riferimento alla campagna elettorale: «Pisa ha la fortissima necessità di un cambio di passo radicale rispetto a coloro che hanno governato fino ad oggi, che con questa surreale vicenda hanno confermato una volta di più quanto siano inadatti e dannosi» conclude la presidente di Confcommercio Pisa.

Grassini non è l’unica “voce” critica di giornata. Come detto anche Toscana Aeroporti è tornata a farsi sentire tramite la campagna mediatica avviata anche con avvisi a pagamento sul Tirreno. In primo piano, stavolta, ha voluto mettere una serie di domande: 4 quesiti ai quali chiede direttamente risposta al sindaco. La società del Galilei intende sapere «quali sarebbero i presunti danni ambientali alla base dell’ordinanza che sospende il servizio autobus per l’aeroporto» e ancora perché, proprio in relazione a «presunte problematiche ambientali» l’ordinanza vada a sospendere «il servizio da e per la stazione di Firenze e non gli autobus di trasporto pubblico cittadino». «Quali sono i reali conti della società Pisa Mover? Esistono accordi con la pubblica amministrazione per ripianare eventuali perdite? » chiede ancora Toscana Aeroporti che chiude domandandosi se sono in regola «i numerosi parcheggi sorti nelle vicinanze dell’aeroporto e nel quartiere San Giusto-San Marco in concorrenza con i parcheggi del Galilei».

Dal Comune, per ora, nessuna risposta ufficiale se non la conferma che Filippeschi è al lavoro, ora anche con la Regione, per trovare una soluzione allo scontro in atto.

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