Il Tirreno

Pisa

Volontario muore nello schianto in scooter: chiesto il processo per l'automobilista

di Pietro Barghigiani
Il volontario della Pubblica assistenza, Antonio Lorenzini
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Il volontario della Pubblica assistenza, Antonio Lorenzini

Pisa: l'incidente nel novembre del 2015 in via Fiorentina. La vittima era una delle colonne della Pubblica Assistenza 

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PISA. Una tragedia che non travolse solo i familiari della vittima. A piangere Antonio Lorenzini furono un’associazione, quella della Pubblica Assistenza, e il mondo del volontariato declinato sul fronte della Protezione civile di cui era stato uno dei pionieri.

Era un pomeriggio di metà novembre del 2015 quando Lorenzini, 59 anni, ex dipendente della Scuola Normale, andò a schiantarsi con il suo scooter sulla via Fiorentina contro la Hyundai i20 guidata da Elena Bonsignori, 33 anni, di Pontedera. Un impatto fatale avvenuto all’altezza del supermercato Tuodì. Per Lorenzini fu inutile ogni soccorso. Ora la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per la conducente dell’utilitaria. Ieri davanti al gup Pietro Murano l’udienza è slittata a dicembre per l’astensione dei legali. Bonsignori è difesa dall’avvocato Maria Concetta Gugliotta, mentre i familiari di Lazzerini sono assistiti dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria, Andrea Cariello e Raffaele Santerini.

A intervenire sull’incidente furono proprio i volontari della Pubblica Assistenza di via Bargagna. Un pugno nello stomaco quando videro steso a terra il loro amico e guida per tanti iscritti all’associazione. Secondo la ricostruzione della polizia municipale, Lorenzini stava percorrendo la via Fiorentina in direzione di Cascina. Arrivato davanti al complesso che ospita Tuodì e una palestra avrebbe urtato contro l’auto, proveniente dall’opposto senso di marcia, che stava svoltando per entrare nel parcheggio. Un attimo e per il volontario non ci fu niente da fare.

Era in pensione da un anno. Per trent'anni aveva lavorato alla Scuola Normale dove aveva ricoperto vari incarichi di profilo tecnico amministrativo, svolgendo negli ultimi anni la mansione di autista e «contraddistinguendosi sempre per l'impegno, la competenza, la disponibilità con cui interpretava il suo ruolo» sottolinearono i vertici dell’istituzione. Dopo aver contribuito a far nascere la Protezione civile e l'antincendio boschivo alla Pubblica Assistenza, da circa tre anni aveva lasciato l'incarico. Ma era rimasto nell’ambiente a fare da chioccia per i più giovani.

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