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Pisa rischia la “fuga” degli aerei dirottati

Pisa rischia la “fuga” degli aerei dirottati

PISA. «Escludere dall’ordinanza i bus sostitutivi o, in caso contrario, le compagnie aeree saranno costrette a non utilizzare l’aeroporto di Pisa come alternativa ad altri scali nazionali e...

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PISA. «Escludere dall’ordinanza i bus sostitutivi o, in caso contrario, le compagnie aeree saranno costrette a non utilizzare l’aeroporto di Pisa come alternativa ad altri scali nazionali e internazionali».

Più che un appello, la lettera inviata al Comune, all’Enac e a Toscana Aeroporti dal Comitato utenti Pisa Airport (Cupi) – associazione di cui fanno parte i rappresentanti di cinque delle maggiori compagnie che operano sul Galilei (British Airways, Qatar Airways, Ryanair, EasyJet e Turkish Airlines) – suona come una sorta di minaccia. L’ordinanza che vieta la sosta dei bus davanti all'aeroporto coinvolge anche i mezzi utilizzati dalle compagnie aeree in caso di emergenze: dirottamenti di voli previsti al Galilei in altri scali o, in caso contrario, aerei in arrivo o in partenza da altri aeroporti spostati su quello pisano. In questi casi, i vettori devono assicurare ai passeggeri il trasferimento in bus.

«Le compagnie aeree si vedono impossibilitate a fornire i servizi di assistenza previsti dalla regolamentazione europea, che prevede la presa in carico ed il trasporto fino a destinazione finale dei propri passeggeri», scrive il Cupi chiedendo «che vengano inclusi nelle eccezioni al divieto di circolazione gli autobus che svolgono il servizio di assistenza passeggeri in caso di criticità operative eccezionali». Tra queste, cancellazioni di voli previsti sullo scalo di Pisa e dirottamenti di voli provenienti da altri aeroporti. «In caso contrario – prosegue l’associazione – le compagnie si vedono costrette a dare indicazioni tali da non utilizzare l’aeroporto di Pisa come alternativo per i voli provenienti da altri scali nazionali o internazionali, lasciando irrisolta anche la questione dell’obbligo delle compagnie aeree di trasferire i passeggeri in hotel in caso di cancellazione o ritardi e il trasferimento verso un altro aeroporto per soluzioni di viaggio alternative».

Un “avvertimento” che potrebbe tradursi in un calo del numero dei voli e dei passeggeri che transitano dal Galilei, ma anche nelle strutture ricettive del territorio utilizzate dalle compagnie aeree per “accogliere” gli utenti in caso di emergenze. (d.r.)

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