Sicurezza
Furto e peculato iniziato il processo a un carabiniere
PISA. Costituzione delle parti e rinvio a novembre nel processo a carico di Alessandro Ferrari, 45 anni, il brigadiere dell’Arma, da tempo trasferito a Firenze, per peculato, furto aggravato e falso...
PISA. Costituzione delle parti e rinvio a novembre nel processo a carico di Alessandro Ferrari, 45 anni, il brigadiere dell’Arma, da tempo trasferito a Firenze, per peculato, furto aggravato e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale.
Davanti al primo collegio (presidente Mirani, a latere Poggi e Frizilio) si è aperto il dibattimento in cui è imputato il carabiniere accusato da due spacciatori maghrebini di aver rubato soldi e un orologio durante una perquisizione domiciliare. Le parti civili sono assistite dagli avvocati Sara Baldini e Ottavio Bonaccorsi, mentre il pm è Giancarlo Dominijanni. Ferrari è difeso dai legali Alessandro Gava e Marialuisa Bresciani.
Il brigadiere, all’epoca dei fatti in servizio al nucleo operativo, deve difendersi da diverse contestazioni. Non solo aver preso soldi e un orologio, ma anche e aver falsificato il verbale dell’intervento. Le indagini furono aperte dopo la segnalazione di un commilitone dell’imputato. All’inizio anche un altro militare era stato indagato, ma poi la sua posizione è stata ritenuta priva di responsabilità penali.
Secondo l’accusa Ferrari dopo aver trovato un orologio di un certo valore lo avrebbe preso, facendolo sparire alla vista dei colleghi. Nell’ispezionare l’abitazione a Pisa si sarebbe anche imbattuto in qualche centinaio di euro. Soldi occultati dai pusher in un nascondiglio scovato dal brigadiere. Dopo l’orologio sarebbe svanito anche il denaro. E, infine, nel redigere la relazione di servizio, Ferrari avrebbe omesso di annotare il sequestro dei soldi. Nessuno si sarebbe accorto della perquisizione “anomala” del carabiniere se lo spacciatore non si fosse lamentato con un altro militare. Di qui la segnalazione ai superiori e l’avvio dell’indagine sfociata nel processo.(p.b.)
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