Sicurezza
«Cancellata un’onta ma i danni rimangono»
PISA. «Apprendiamo con soddisfazione che la giustizia ha compiuto il suo corso, cancellando l’onta di accuse gravissime».C’è soddisfazione nel pool difensivo che fin dalla prima ora ha seguito l’impre...
PISA. «Apprendiamo con soddisfazione che la giustizia ha compiuto il suo corso, cancellando l’onta di accuse gravissime».
C’è soddisfazione nel pool difensivo che fin dalla prima ora ha seguito l’imprenditore Andrea Bulgarella e altri coindagati pisani finiti nell’inchiesta della Dda di Firenze.
Guidato dal professor Tullio Padovani, il collegio è composto dagli avvocati Andrea Bottone, Giulia Padovani e Francesco Marenghi.
«Non possiamo esprimere la medesima soddisfazione per i tempi e le contraddizioni con cui la giustizia si è realizzata nel caso di specie – proseguono – visto che la sola ipotesi che persone tanto distanti dalla mafia potessero ad essa essere vicine ha procurato incalcolabili danni reputazionali ed economici, che solo gli specchiati comportamenti di queste persone possono contribuire a lenire, ma non a cancellare».
Il risultato dell’archiviazione non ripara dall’amarezza per un’inchiesta che ha avuto nei tempi il suo effetto più deteriore per il costruttore siciliano.
Aggiunge nel merito del decreto del giudice Alessandro Moneti l’avvocato palermitano Nino Caleca che con il dottor Vincenzo Maria Giacona ha assistito Bulgarella.
«Sul punto specifico – dice il difensore – il provvedimento del Gip è nettissimo, poiché si legge: non ci sono prove che attestino flussi di denaro o altre utilità di provenienza illecita reimmesse in attività economiche del Bulgarella».
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