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Pisa

L’erede di Ugolino pronto ad attivarsi per San Francesco

L’erede di Ugolino pronto ad attivarsi per San Francesco

Nella storica chiesa a rischio crollo sono conservati i resti del Conte e Gaddo della Gherardesca si dice pronto a dare una mano

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PISA. L’appello era chiaro e semplice: liberare dalla burocrazia la chiesa di San Francesco. E la risposta è stata altrettanto semplice: «Caro Ferraro, il suo grido di dolore arriva chiaro ma non inaspettato. A disposizione per quanto potrò fare». Firmato: Gaddo della Gheradesca.

Il conte, erede di Ugolino, non è rimasto insensibile all’allarme lanciato dal presidente dell’Associazione degli Amici di Pisa, Franco Ferraro che con una lettera indirizzata a lui e insieme al Ministero, alla Sovrintendenza, alla Prefettura, al Comune, alla parrocchia e alla Fondazione Pisa, ha chiesto una mobilitazione perché lo storico monumento pisano chiuso da due anni per rischio crollo possa beneficiare dei finanziamenti, 2, 4 milioni di euro, messi a disposizione proprio dalla Fondazione Pisa. «La burocrazia, seppur utile, non può, né deve essere ostacolo al buon fine di operazioni del genere senza le quali, lo Stato da solo non sarebbe in grado nei tempi e nelle modalità di sopperire» scrive Ferraro che ricorda «il valore assoluto della trecentesca Chiesa che ospita tra gli altri, i famosissimi resti mortali del Conte Ugolino dei figli e dei nipoti, di una copia della Sacra Sindone e delle tombe di altri illustri pisani» e che tutt’ora «aspetta il ritorno delle opere trafugate da Napoleone Bonaparte». Ferraro chiede quindi a tutte le autorità coinvolte di attivarsi perché i finanziamenti non vadano persi a causa della burocrazia. E come detto immediata è stata la risposta del conte: «Non so in quali problemi si dibatta la pratica della chiesa che lei patrocina, ma posso personalmente testimoniare, dopo più di 40 di attività, che in Italia siamo ostaggio di una enormità di disposizioni, spesso varate ad arte, che soddisfano solo il desiderio di non far nulla purché lo si faccia proteggendo la propria funzione. E così fra bolli, timbri, riunioni inutili naufraga lo spirito imprenditoriale del nostro popolo. Senza del resto evitare la terra dei fuochi, la corruzione il malaffare diffuso! L’unica salvaguardia è nei confronti di coloro che con le loro lentezze hanno causato quello che lei lamenta ».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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