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Cgil e Uil non firmano gli accordi

Cgil e Uil non firmano gli accordi

I sindacati contrari alle proposte per il nuovo contratto integrativo

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PISA. Rischia di provocare una nuova ondata di scioperi l’intesa raggiunta nei giorni scorsi da Faisa-Cisal, Fit-Cisl, Ugl-Tpl e la Ctt Nord per l’applicazione del nuovo contratto integrativo dell’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara. L’accordo siglato è, per il momento, solo un’ipotesi di contratto di secondo livello da applicare ai dipendenti (ad eccezione dei quelli ex Atn di Massa Carrara, già dotati di un loro accordo) della compagnia di trasporto dopo la disdetta del 2014 e la conseguente applicazione di una regolamentazione unilaterale che scatenò uno sciopero ad oltranza dei dipendenti pisani, che per due giorni paralizzarono la città.

Sull’intesa siglata la scorsa settimana mancano le firme della Cgil e della Uil, che reputano l’accordo una «rivisitazione dell’atto unilaterale applicato dalla società quattro anni fa». L’intesa divide in tre categorie i lavoratori: “vecchi” (i dipendenti assunti a tempo indeterminato prima del 31 dicembre 2005); “giovani” (lavoratori assunti a tempo indeterminato tra l’1 gennaio 2006 ed il 30 giugno 2018) e “nuovi” (dipendenti assunti a tempo indeterminato dopo il 30 giugno 2018). Ad ogni categoria sarà riconosciuta una diversa quota di incentivo economico: massimo 13,60 euro al giorno ai vecchi, 10 ai giovani e 5 euro ai nuovi. Per i dipendenti a tempo determinato vengono invece riconosciuti 3 euro “aggiuntivi” per ogni intero giorno lavorato.

«In questo quadro - accusa la Filt-Cgil di Pisa - le malattie, i permessi della legge 104 e gli infortuni vengono considerati, in percentuale, assenze. Nell’accordo è inoltre totalmente assente la parte normativa (soste e turni), che continuerà ad essere regolamentata dall’atto unilaterale applicato dall’azienda, senza tener conto delle diversità delle varie province in cui opera la Ctt Nord. Cercheremo di promuovere un referendum tra i lavoratori. Se la consultazione ci darà ragione, l’azienda dovrebbe fare un passo indietro. In caso contrario - promette la Cgil - apriremo una nuova stagione di lotta».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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