Sicurezza
Centrale a biomassa: i comitati depositano il ricorso al Tar
È stato presentato il 19 marzo contro il Comune e la Regione E a Ospedaletto molti chiedono la chiusura dell’inceneritore
PISA. È stato presentato il 19 marzo il ricorso al Tar contro la nascita della centrale a biomassa progettata dalla Futuro Verde srl di Capannori. Gli avvocati Marialuisa Zanobini e Alessandra Frogheri, in 29 pagine di ricorso, hanno chiamato in causa sia la ditta che il Comune – nella persona del sindaco Marco Filippeschi-, sia la Regione. E intanto continuano a ingrandirsi le fila di quanti vogliono l’immediata chiusura dell’inceneritore di Ospedaletto. È quanto emerso in un’assemblea pubblica indetta dal circolo Arci locale, dalla Pro Loco di Coltano e dal Comitato “Salviamo Salute, Ambiente e Territorio”. «Abbiamo fatto bene a portare avanti assieme e in parallelo, le due questioni ambientali e di salute dei cittadini», dice Antonio Dell’Omodarme della Proloco di Coltano.
Dell’Omodarme si riferisce alle due facce della stessa medaglia: la centrale a biomassa (destinata da Coltano a Ospedaletto) e la chiusura dell’inceneritore. La strategia “binaria” ha consentito «di avere sempre più partecipanti alle assemblee e di aver sempre facce nuove», ha proseguito. Intanto si è costituita anche la cabina di regia del comitato con un rappresentante del circolo locale, della Proloco, dei lavoratori di Ospedaletto e dei residenti. Il ricorso al Tar si prefigge, tra le varie richieste, l'annullamento della delibera di giunta del 5 gennaio 2018 con cui si concedeva unilateralmente alla ditta di «edificare in un annesso agricolo per l'installazione di un impianto di cogenerazione di biomassa».
«Le assemblee che abbiamo promosso fino ad oggi hanno espresso chiaramente la necessità di procedere su più fronti – spiegano gli organizzatori – il primo è stato quello di bloccare la realizzazione della nuova centrale a biomassa prevista su via del Caligi tra Ospedaletto e Coltano, la priorità era dettata anche dalle tempistiche per un eventuale ricorso». Gli avvocati hanno studiato se vi fossero gli estremi per presentare un ricorso al Tar e «tenuto conto che i presupposti c’erano, la decisione dell’ultima assemblea fu quella di procedere», ricordano gli organizzatori.
Il comitato inoltre, in poche settimane dalla sua costituzione ha raccolto oltre 1.600 firme. Dai Riformisti ad alcuni consiglieri di Mdp si è sostenuto che la zona di Ospedaletto era già gravata da fonti inquinanti atmosferiche derivanti da impianti industriali come la Teseco, la Allco e dall’inceneritore. A dare ulteriore linfa al coro di no alla centrale ed alla chiusura dell'inceneritore, è arrivata l’indagine epidemiologica del Ifc-Cnr resa nota a metà gennaio. L'indagine che riguardava l’intera area pisana dichiarava che «tra le tre fonti di emissione considerata come quella dell’inceneritore, l’insieme delle industrie e il traffico veicolare, i segnali più numerosi di rischio sono emersi a carico dell’inceneritore».
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