La manifestazione
Risparmiatori truffati assicuratore a processo
Stimato un ammanco di 330mila euro, spariti i soldi affidati per investimenti Chiesta la citazione come responsabili del danno anche dei due ex soci dell’imputato
PISA. Un “buco” stimato in almeno 330mila euro. Risparmiatori che hanno perso tutto o buona parte dei loro depositi.
Un imputato accusato di truffa e appropriazione indebita e due soci che si sono costituiti parte civile, ma contro i quali chi ha perso i soldi chiede una citazione a giudizio come responsabili civili del danno.
Ce n’è di sostanza per rendere caldo un processo che tocca le tasche di chi ha rimesso parecchio, anche in termini di fiducia, e che riguarderà pure i rapporti tra i soci della Snc che rappresenta Unipol-Sai con la sua agenzia di Ghezzano.
Accusato di truffa e appropriazione indebita, è finito a processo Massimo Martinelli, 49 anni, pisano, ex socio di Massimo Colombini e Andrea Sereni, i due ormai ex colleghi che lo hanno denunciato.
L’imputato è difeso dall’avvocato Fabrizio Bartelloni, mentre Colombini e Sereni, come parti civili, si sono affidati all’avvocato Franco Franconi. Nell’udienza di ieri mattina davanti al giudice Eugenia Mirani (pm onorario Giovanni Pepe) l’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, che assiste diversi risparmiatori, ha chiesto la citazione di Sereni e Colombini come responsabili civili per il risarcimento del danno.
Sull’ammissibilità della richiesta del legale il giudice si è riservato rinviando l’udienza a giugno.
Secondo l’accusa sarebbero almeno 330mila euro i soldi spariti. O meglio, denari non rientrati nelle disponibilità dei risparmiatori che li avevano affidati all’agenzia assicurativa per farli fruttare sperando in remunerazioni dignitose.
Operazioni ritenute sicure e consigliate da Martinelli, stando sempre all’ipotesi della Procura, non andate a buon fine.
Versamenti e assegni per investimenti suggeriti nell’interesse del cliente che poi non solo non hanno fruttato alcunché, ma si sono volatilizzati. Dove sono finiti i soldi, come sono stati spesi e chi realmente ha manipolato i fondi fino ad arrivare al buco di 330mila euro, allargato per rincorrere e soddisfare chi chiedeva di rientrare dell’investimento, saranno i temi al centro del processo.
La denuncia alla Procura dei soci che si ritengono danneggiati al pari dei clienti risale al 2014.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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