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Pd: ok alle primarie ma di partito Serfogli alle strette

PISA. Saranno primarie ma di partito. Il Pd ha deciso. E sono stati i vertici nazionali e regionali dei democratici a mettere l’assemblea comunale - commissariata con la nomina a coordinatore pro...

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PISA. Saranno primarie ma di partito. Il Pd ha deciso. E sono stati i vertici nazionali e regionali dei democratici a mettere l’assemblea comunale - commissariata con la nomina a coordinatore pro tempore di Matteo Biffoni - di fronte al fatto compito: gabezo sì ma solo “in casa nostra” ufficialmente per risolvere un problema che era ed è tutto interno.

Ma c’è anche una lettura ufficiosa della decisione che arriva da Roma e da Firenze e che fa presagire scenari di tutt’altro tipo rispetto a quelli dei gazebo.

Di fronte al “fatto compiuto” c’è, prima di tutti, l’assessore Andrea Serfogli che le primarie, anche se di coalizione, le ha sempre volute. E il messaggio che il Pd gli manda è chiaro: «il partito non è, almeno in grande parte, con te. Fai un passo indietro». Per quale motivo? Senza stare a ripercorrere i “voti di sfiducia”, definiamoli così, collezionati da Serfogli - sul regolamento delle primarie e nella trattativa che ha portato Giuliano Pizzanelli a un passo dalla candidatura - il senso del via libera a primarie di partito ha l’obiettivo di lasciare Serfogli solo. Unico candidato alle primarie: Nicola Landucci farebbe un passo indietro e Dario Danti, non tesserato Pd, non potrebbe candidarsi. Quindi niente gazebo, cioè niente investitura “popolare”. Al più una candidatura “tecnica”: visto che la convocazione del voto ai gazebo ormai c’è a Serfogli, nel caso resti solo, sarà sufficiente depositare le firme raccolte per chiedere le primarie e sarà lui, automaticamente, il candidato del Pd. Ma appunto un candidato “solo” anche di fronte alla responsabilità di una sconfitta. O quasi solo. L’ok alle primarie di partito vogliono infatti “parlare” anche al sindaco uscente Marco Filippeschi che per la candidatura Serfogli ha lavorato anche “contro” il partito, almeno secondo la tesi degli avversari dell’assessore al bilancio.

Una lettura troppo facile? Probabilmente sì. Le variabili, rispetto allo scenario che una parte del partito prospetta, sono in realtà molte di più. Intanto c’è da capire cosa farà Serfogli. La minaccia di vedersi addossata la responsabilità di una sconfitta lo farà desistere dai propositi di candidatura? E poi come si schiereranno, in base al nuovo schema, i possibili alleati: le liste civiche fino ad oggi pro Serfogli e Mdp di Paolo Fontanelli.

Tra i primi a reagire Dario Danti. «Sono stato escluso - scrive su Facebook- siamo stati esclusi dalle primarie per individuare il futuro sindaco di Pisa. Ritengo questa scelta sbagliata e miope. Così non si vuole costruire una coalizione di centrosinistra, non si favorisce apertura e partecipazione». Al contempo Marco Rossi, coordinatore del comitato per le primarie chiama a raccolta il popolo del centrosinsitra: «Limitare le primarie a candidati del Pd e non estenderle, come era auspicabile, ad altri possibili candidati dell’intero schieramento di centro-sinistra, non dovrà impedire la più larga partecipazione possibile degli elettori ed elettrici del centrosinistra alle primarie del 29 aprile. Allo stesso tempo esprimo alle forze del centrosinistra la piena solidarietà con la speranza di un loro forte coinvolgimento sia in questa che nella successiva fase che ci separa dalla importante scadenza del 10 giugno».

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