Toscana
Variante La Fontina «Entro fine anno asfalto e 70 alberi»
Parla l’imprenditore che ha vinto il ricorso al Consiglio di Stato: «Volevo solo costruirmi la casa, ma a saperlo non rifarei nulla»
SAN GIULIANO TERME. «Abito a Pisa dal 1980 e ho sempre voluto vivere alla Fontina. Quando ho avuto l’occasione di costruire la casa qui, non ci ho pensato due volte. La sentenza del Consiglio di Stato mi ripaga di tante sofferenze, perché ho avuto la sensazione di essere stato ostacolato ingiustamente. Mi hanno fatto spuntare i capelli bianchi e non rifarei più nulla, né consiglierei ai miei figli di intraprendere un percorso del genere».
Il commerciante italo-iraniano Bagheri Ghavifekr è titolare del negozio “Abirah Fascino D’Oriente” di via San Francesco e dopo 14 anni di peripezie ha finalmente scoperto di non aver commesso alcuna irregolarità. L’imprenditore, che nel 2004 presentò una variante urbanistica al Comune di San Giuliano, voleva costruire tre ville (una delle quali, l’unica pronta, è la sua) più un complesso di uffici alla Fontina, fra via Quasimodo e via Petrarca. In cambio, l’amministrazione, gli aveva chiesto 7.700 metri quadri di opere di compensazione, su un totale di circa 11.000 mq. Interventi di pubblica utilità come la pista ciclabile (già costruita), 70 alberi da piantare entro fine anno e altro fra asfaltature e aree verdi in corso di realizzazione. «Ho acconsentito alle richieste del Comune – sottolinea Ghavifekr – perché ho sempre voluto abitare qui. Le imprese non avrebbero mai fatto nulla del genere. Io sì: sono solo un privato cittadino».
I lavori, che hanno ricevuto l’ok attraverso una delibera del consiglio comunale nel gennaio 2010, sono stati rallentati dal ricorso di alcuni cittadini, fra i quali l’ex sindaco termale Corrado Rossi, che avevano impugnato il provvedimento sia il Tar, sia al Consiglio di Stato, perdendo in entrambe le occasioni, l’ultima delle quali lo scorso 8 febbraio. Ghavifekr, dopo 14 anni, ha quindi scoperto di non aver commesso alcuna irregolarità, visto che i ricorrenti contestavano – fra le altre cose – anche il poco verde previsto dalla variante urbanistica. «I giudici hanno stabilito un rimborso di 2.000 euro per le spese di lite – continua Ghavifekr, che nel ricorso è stato citato insieme alla moglie Antonia Tarasconi – ma questi soldi non mi ripagano assolutamente delle sofferenze patite: rappresentano solo qualcosa di simbolico».
Entro fine anno l’imprenditore ultimerà la piantumazione dei 70 alberi e le asfaltature, dando al quartieri un volto diverso. Poi si occuperà dello stabile adibito a uffici, di 430 metri quadrati. «Le altre due ville non le costruirò più – conclude il commerciante iraniano – dato che erano per i miei figli, che hanno deciso di andare a lavorare all’estero. Venderò i terreni. Mi fa piacere che oggi, molte delle persone che avevano firmato contro il mio progetto, oggi mi stringano la mano per dirmi che è venuto bene. All’inizio su di me sono state dette delle falsità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
