Il Tirreno

Pisa

Variante della Fontina bocciato anche l’ex sindaco

di Stefano Taglione
Variante della Fontina bocciato anche l’ex sindaco

Il Consiglio di Stato si allinea al Tar e respinge il ricorso presentato da alcuni privati fra cui Corrado Rossi: ora dovranno rimborsare il Comune delle spese di lite

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PISA. Insieme ad altre due persone dovrà pagare duemila euro al Comune che ha guidato per più di dieci anni: dall’85 al ’95. Dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato rigetta il ricorso dell’ex sindaco di San Giuliano, Corrado Rossi, che insieme ad altri due cittadini – il docente universitario Fausto Gozzi e Giacomo Gensini – aveva impugnato una delibera del consiglio comunale che approvava un piano particolareggiato di iniziativa privata nella zona La Fontina-Praticelli.

Il documento fu approvato nel 2010, il 14 gennaio. Al primo esposto partecipò anche il comitato La Fontina, ma i giudici l’hanno estromesso dal procedimento perché la giurisprudenza aveva chiarito che «deve essere esclusa la legittimazione ad agire dei comitati istituiti in forma associativa temporanea, con scopo specifico e limitato, costituenti una mera proiezione degli interessi dei soggetti che ne fanno parte e che quindi non sono portatori in modo continuativo di interessi diffusi radicati nel territorio».

Secondo i ricorrenti – nonostante fra le finalità del Comune vi fosse anche l’incremento del verde pubblico – il piano privato per realizzare le costruzioni residenziali e commerciali alla Fontina avrebbe frazionato e ridotto gli spazi per camminare. Inoltre – sempre a giudizio dei tre cittadini – non sarebbe stato fatto «un corretto bilanciamento di interessi», mentre a parere di Gensini parte della sua proprietà privata, a causa della realizzazione di un parcheggio e della pista ciclabile, avrebbe perso l’accesso sulla pubblica via. Secondo loro, inoltre, la pista avrebbe anche provocato maggior traffico.

Tutti motivi rigettati prima dal Tar (il 2 dicembre 2010 dai giudici Luigi Papiano, Carlo Testori e Alessandro Cacciatori) poi dal Consiglio di Stato, l’8 febbraio scorso, dal collegio composto dal presidente Filippo Patroni Griffi e da Luigi Massimiliano Tarantino, Luca Lamberti, Daniela Di Carlo e Nicola D’Angelo.

I giudici hanno spiegato che «le scelte urbanistiche che l’amministrazione compie per la disciplina del territorio non necessitano, se considerate nella loro globalità, di specifica motivazione», riferendosi a uno dei rilievi mossi dai ricorrenti, rilevando inoltre «il rispetto degli standard urbanistici in relazione ad aree di parcheggio, viabilità e verde». I magistrati hanno ritenuto infondate le motivazioni alla base del ricorso, allineandosi ai colleghi del Tar. Rossi – che è stato anche consigliere regionale con il Partito comunista italiano ndr – Gozzi e Gensini sono stati così condannati a pagare duemila euro all’amministrazione guidata da Sergio Di Maio e altrettanti alla parte privata coinvolta nel procedimento, Antonia Tarasconi e Ghavifekr Bagheri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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