Il dolore
Muore nello schianto contro un’auto
La vittima è un pensionato, ex dipendente della Scuola Normale. In scooter ha centrato un Suv in via Fossa Ducaria
PISA. Quando è arrivato in ospedale sarebbe servito qualcosa di più di un miracolo. Ci hanno provato i medici del pronto soccorso. Ma la rianimazione è stata un tentativo affidato alla disperazione di chi, nel momento in cui sente una vita che gli sta sfuggendo di mano, si inventa anche l’impossibile.
Non è morto sul colpo, ma subito dopo l’arrivo a Cisanello, Walter Bruno Colò, 69 anni, di Pisa, ex dipendente della Scuola Superiore Normale. Poco prima di arrivare all’appuntamento con il destino stava percorrendo via della Fossa Ducaria a Barbaricina in sella al suo scooter. Una manciata di minuti a mezzogiorno. Un dirizzone coperto più volte con il suo veicolo a due ruote. Abitava in piazzale Donatello al Cep e quella strada non era un mistero per lui, anche per le insidie che uno scooterista sa di dover fronteggiare. All’apparenza nessun ostacolo pericoloso.
L’imprevisto si è materializzato all’incrocio con via Tesio. Il Rav 4 della Toyota, guidato da una donna, si è immesso sulla strada e in quell’istante Colò è arrivato alla sinistra del piccolo Suv. Non è riuscito a evitarlo. E lo ha centrato tra lo sportello della conducente e la ruota anteriore sinistra. Con il corpo e la testa ha sfondato il parabrezza rotolando per diversi metri prima di fermarsi, esanime, sull’asfalto. La donna, sotto choc, è rimasta incastrata nell’abitacolo con la portiera bloccata per l’urto dello scooter. Sdraiato a terra Colò, immobile. Un passante ha chiamato la centrale operativa del 118 che ha inviato il medico e l’ambulanza della Misericordia di Pisa.
Le lesioni interne e un trauma cranico da commozione cerebrale hanno impegnato i soccorritori nella prima stabilizzazione del ferito. Colò è andato in arresto cardiaco. Lo hanno rianimato sul posto, ma non ha mai ripreso conoscenza anche durante il trasferimento al pronto soccorso. In parallelo i vigili del fuoco sono arrivati per liberare la guidatrice e bonificare l’asfalto impregnato di carburante.
La donna è stata portata in ospedale per alcune contusioni, ma non è grave, mentre la polizia municipale ha ricostruito la dinamica dell’incidente.
Prima del pensionamento, Colò aveva lavorato alla Normale e da anni abitava con la sua convivente in un appartamento al Cep.
«Una persona gentile e cordiale – lo ricorda la vicina che vive nell’appartamento sopra quello della vittima –. Sia lui che la compagna, davvero educate». La salma è a disposizione del sostituto procuratore Sisto Restuccia che stamani valuterà se disporre l’autopsia. Si procede per omicidio colposo, ma se la municipale individuerà dei profili di violazione del codice stradale da parte dell’automobilista nell’informativa che sarà consegnata stamani in Procura, potrebbe scattare anche l’omicidio stradale come contestazione a carico dell’indagata.
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