Sicurezza
Mistero Avino, altri sei mesi di indagini
La Procura chiede una proroga per risalire a eventuali responsabili della caduta mortale del 22enne
PISA. Serve altro tempo per chiarire se un’auto pirata ha provocato la caduta mortale in cui ha perso la vita Francesco Avino, lo studente universitario di 22 anni, residente a Migliarino, il cui corpo venne trovato sull’Aurelia la mattina del 5 ottobre.
Il sostituto procuratore Miriam Pamela Romano ha presentato un’istanza di proroga delle indagini al gip Pietro Murano.
Altri sei mesi per tenere aperta un’inchiesta il cui obiettivo è quello di appurare l’eventuale responsabilità di qualcuno nella morte del giovane che, in sella al suo scooter, stava andando all’università.
L’allungamento della copertura temporale delle indagini servirà anche per avere la possibilità di interrogare, se mai ce ne fosse bisogno, l’automobilista romano indagato per omicidio stradale.
La Procura è ancora in attesa della consulenza sul suo cellulare, sequestrato da mesi alla ricerca di possibili chiamate o messaggi che potrebbero essere legati all’incidente.
Agli inquirenti l’uomo aveva riferito di trovarsi su Pisa durante il viaggio iniziato nella capitale per recarsi in Svizzera. L’estrapolazione dei dati da parte dei carabinieri del Racis di Roma serve a verificare se l’automobilista romano possa aver inviato sms o fatto chiamate circa l’incidente capitato ad Avino. Se, insomma, in qualche modo possa aver “confessato” a qualcuno un’eventuale responsabilità nella caduta dello scooterista.
Il conducente dell’auto è finito sotto indagine più per una scarsa chiarezza nel racconto che per evidenti indizi che potrebbero addebitargli un ruolo nella perdita di controllo dello scooter dello studente. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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