Il Tirreno

Pisa

Ristoratori esasperati dai venditori abusivi

di Stefano Taglione
Ristoratori esasperati dai venditori abusivi

L’allarme: «Costretti a infrangere la legge per sopravvivere»

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PISA. «La concorrenza dei commercianti abusivi per noi è sleale e deleteria. Non parlo solo degli ambulanti della birra, ma anche dei minimarket aperti fino a tardi, dove si somministrano bevande quando non si potrebbe. Questa rete di persone, che a Pisa è organizzatissima, ci costringe a infrangere la legge. Se nei locali più piccoli la musica è troppo alta e i tavolini sono più del dovuto, il motivo è solo questo. Per restare a galla dobbiamo lavorare sempre di più e a prezzi ancora più bassi».

È polemico Dario De Nigris, il titolare del discopub Bazeel di piazza Garibaldi. L’imprenditore parla a nome di una decina di ristoratori e commercianti del centro storico, tutti esasperati dalla concorrenza sleale dell’alcol. Tanto che nei prossimi giorni verrà organizzato un incontro aperto a tutti per chiedere ai candidati a sindaco come abbiano intenzione di cambiare le cose. «Noi abbiamo la presunzione di sapere come fare – spiega De Nigris – dato che il caos si concentra per lo più in tre piazze. Lo spaccio, invece, si è spostato fino in vicolo delle Donzelle, fra piazza Garibaldi e piazza delle Vettovaglie: chiunque passa da lì, la sera, viene fermato».

Non è certo la prima volta che a Pisa scoppia la polemica contro i minimarket e i venditori abusivi di birra e alimenti. A più riprese, infatti, ristoratori e commercianti hanno chiesto alle forze dell’ordine di fare più attenzione al fenomeno, soprattutto in piazza dei Cavalieri; dove la sera, comprare le bevande alcoliche di vetro dagli abusivi, è praticamente la regola. «Noi ristoratori onesti veniamo controllati di continuo – prosegue De Nigris – soprattutto in quest’ultimo periodo. Ma è giusto così: chi sbaglia deve pagare». Controlli efficaci che però «dovrebbero essere effettuati anche verso chi ci stritola a suon di concorrenza sleale». «Mi rendo conto che è qualcosa di estremamente difficile – continua l’imprenditore – ma serve più impegno. Negli ultimi mesi c’è stata un’escalation del commercio abusivo. Queste persone, inoltre, sono organizzatissime: dietro c’è sicuramente una regia unica. Come è possibile, altrimenti, che quando la polizia o i carabinieri fermano una persona, tempo 30 secondi tutte le altre sono sparite? È chiaro che hanno delle vedette. E appena c’è un imprevisto si avvertono l’una con l’altra, dando il via alla fuga».

Tutto ciò – secondo il proprietario del Bazeel – costringerebbe alcuni locali ad aggirare la legge. Con un unico obiettivo: sopravvivere. «Non parlo di discopub grandi come il mio, che contano parecchi dipendenti – continua De Nigris – ma degli altri più piccoli, dove magari ci sono solo un paio di persone o nessun dipendente. È lì che la concorrenza sleale colpisce più duramente. I miei colleghi sono costretti a stare aperti più a lungo, oltre i limiti consentiti dalla legge, a tenere la musica più alta per invogliare i giovani a restare dentro e ad aumentare il numero dei tavolini oltre quanto previsto dalle concessioni comunali. È semplice – continua il commerciante –: per stare a galla bisogna abbassare i prezzi a quelli degli ambulanti, ma per farlo serve un maggior volume di affari. Ed è così che tentiamo di farlo. Tutto per stare a galla e non chiudere, evitando di mandare a casa i dipendenti».

Per questo De Nigris ha in mente di organizzare un incontro con le istituzioni. E – approfittando delle elezioni imminenti – vuole chiedere come i candidati a sindaco vogliano risolvere la questione. «L’abusivismo esaspera chi le tasse deve pagarle – conclude il ristoratore – e lo costringe a comportarsi male. Per non parlare degli spacciatori: da me le famiglie non vogliono organizzare le feste perché vicino ci sono i pusher».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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