Proteste
Fidejussioni tossiche due dirigenti indagati
Caso Sviluppo Navicelli, chiusa l’indagine della finanza Corte dei conti: danno milionario per mancati controlli
PISA. La Procura della Corte dei conti contesta a due dirigenti del Comune un danno erariale di 4,2 milioni di euro per il caso delle fidejussioni presentate dalla Sviluppo Navicelli Spa (nel 2009 e nel 2012) da parte di una società non abilitata e poi addirittura in liquidazione dal maggio 2009.
Il caso sollevato nell’autunno 2015 dal gruppo di opposizione “Una città in Comune” si è tradotto in un’indagine della Guardia di finanza con il nucleo di polizia economico-finanziaria che ha consegnato l’informativa finale ai magistrati contabili. L’esito delle investigazioni delle Fiamme Gialle è racchiuso nel provvedimento della Procura che anticipa l’invito a dedurre (l’equivalente dell’avviso di garanzia nel procedura contabile) per i due dirigenti accusati di non aver accertato la solidità prima e la stessa esistenza poi della società che avrebbe dovuto garantire l’investimento della Spa nell’area Navicelli sul fronte dei permessi a costruire. Un progetto naufragato, ad eccezione dell’insediamento Ikea, con il fallimento della società.
Palazzo Gambacorti ha già messo in mora i due dirigenti dopo la notifica dell’atto conclusivo della Procura contabile. Ora i due indagati avranno la possibilità di nominare un difensore e presentare le rispettive deduzioni in attesa dell’eventuale citazione a giudizio che aprirebbe il vero e proprio processo per danno erariale.
Al centro delle indagini della finanza le fidejussioni presentate dalla Sviluppo Navicelli, all’epoca amministrata da Stefano Bottai, nel febbraio 2009, firmate dalla Union Credit Finanziaria Spa: una da 2,4 milioni e l’altra da 2,1 milioni. Si è scoperto dopo il fallimento, ma la situazione delle garanzie era passata sotto silenzio per anni anche nei confronti di altri costruttori, che la Union Credit Finanziaria Spa nel febbraio del 2009 «non era una società abilitata a rilasciare fidejussioni per gli appalti pubblici, essendo stata cancellata, in quanto priva dei requisiti necessari, dagli elenchi delle società abilitate». Non solo. Nel maggio 2009 la finanziaria era in liquidazione. In Comune nessuno aveva controllato e nel 2012 con la variante Ikea Palazzo Gambacorti aveva rinnovato ed esteso di 170mila euro una delle fidejussioni di una società che non esisteva più da tre anni.
Pietro Barghigiani
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