Il dolore
Pd, scattano le primarie ma il caso Pisa va a Roma
La candidatura a sindaco di Giuliano Pizzanelli sfuma per appena due voti Fascicolo sul tavolo del reggente Martina. «Troppi contrari, problema politico»
PISA. Gli automatismi dei regolamenti dicono primarie (domenica 29 aprile). Ma le manovre politiche tra Pisa, Firenze e Roma sembrano promettere altre sorprese. Dunque: la maratona di venerdì sera si è conclusa senza un nome unitario. Il Pd ha votato la candidatura a sindaco di Giuliano Pizzanelli, 73 anni, docente di economia. I dirigenti democratici erano abbastanza convinti di raggiungere il quorum dei tre quinti, ovvero 80 voti. Ma le preferenze su Pizzanelli si sono fermate a 77, appena due sotto il quorum (21 i contrari). Uno smacco per i sostenitori del nome condiviso senza primarie (la “strada maestra” indicata dal partito nazionale) e dell’intesa con Mdp di Paolo Fontanelli. Un successo per Andrea Serfogli ed i tifosi delle primarie, uno su tutti il sindaco Marco Filippeschi. Scattano allora le primarie di coalizione? Lo statuto del Pd dice questo. Entro 48 ore i reggenti regionali devono mettere a disposizione i regolamenti per l’apertura dei gazebo.
Ma dentro il Pd si sta consumando una resa dei conti senza quartiere. «Niente contro i regolamenti, ma il voto ha detto che i tre quarti del partito non vogliono candidare Serfogli. Quale partecipazione alla campagna elettorale potrebbe poi essere garantita? Qui la questione è politica», si chiedono i dirigenti. E così la patata bollente è stata scaricata direttamente sul tavolo del reggente nazionale, Maurizio Martina, informato dal reggente locale, Matteo Biffoni. Nel mirino soprattutto Filippeschi, accusato di non aver lavorato per favorire la soluzione unitaria auspicata dal partito. Le 48 ore forse non servono solo a confezionare il regolamento. L’ipotesi è anche di un candidato Pd da opporre a Serfogli (gira il nome di Nicola Landucci). Ma ci sono anche voci di maxi-commissariamento, che vorrebbe dire arrivare persino ad azzerare tutto. Con conseguenze che potrebbero stravolgere lo scenario.
“In lista per Pisa” ha già fatto sapere: o domani c’è il regolamento per le primarie oppure sarà costituita una nuova formazione di centrosinistra, con Serfogli candidato (o Paolo Ghezzi), Riformisti e forse Campo Progressista. Mdp conferma il suo via libera su Pizzanelli e che, in caso di primarie, non facendo parte della coalizione, non vi parteciperà. Poi, in base al vincitore e alla proposta politica, valuterà le mosse successive.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
