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«Calma si entra tutti» Così allo stadio arrivano 2.000 pisani

di Federico Lazzotti
«Calma si entra tutti» Così allo stadio arrivano 2.000 pisani

LIVORNO . «Non spingete». «Ho detto con calma, non ci sono problemi: così si entra tutti». Parla ad alta voce e lancia un messaggio il capo ultrà dei tifosi del Pisa, felpa scura, bandiera nerazzurra...

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LIVORNO . «Non spingete». «Ho detto con calma, non ci sono problemi: così si entra tutti». Parla ad alta voce e lancia un messaggio il capo ultrà dei tifosi del Pisa, felpa scura, bandiera nerazzurra in una mano e una sigaretta accesa nell’altra.

È lui che si posiziona in testa al corteo di bandiere e cori che lentamente si snoda lungo gli scivoli che dai binari portano sul retro della stazione centrale di Livorno, in via Masi.

Sono da poco passate le 15,30 e quello appena arrivato a bordo di due treni regionali è il grosso dei tifosi ospiti: trecento erano sbarcati poco prima, qualche altro centinaio è arrivato in auto.

Ma quello che si trovano davanti le forze dell’ordine, in tutto erano quattrocento gli agenti impiegati, è un numero di tifosi molto maggiore di quello che si aspettavano (in teoria erano 1.440 i biglietti a disposizione dei pisani).

«Ci avevano detto che erano di più, ma non così tanti», si lascia scappare un agente del servizio d’ordine vedendo come il serpentone, un quarto dopo l’arrivo, invece di sgonfiarsi cresca a vista d’occhio.

Ecco perché dopo i primi controlli, anche sui biglietti, il piano per la sicurezza si allenta, lasciando spazio solo a perquisizioni e verifiche all’interno di borse e marsupi: via i tappi dalle bottiglie e qualche asta.

È così che scatta una sorta di patto non scritto, fatto di buon senso, tra tifosi ospiti e forze dell’ordine: voi non create problemi e noi cerchiamo di venirvi incontro.

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