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Assedio alla Lega, in dieci rinviati a giudizio

Assedio alla Lega, in dieci rinviati a giudizio

PISA. La Lega Nord stava raccogliendo le firme per dire no all’arrivo dei profughi nell’ex Polveriera. Il classico banchetto allestito dai militanti. Lo avevano sistemato al Cep, un quartiere...

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PISA. La Lega Nord stava raccogliendo le firme per dire no all’arrivo dei profughi nell’ex Polveriera. Il classico banchetto allestito dai militanti. Lo avevano sistemato al Cep, un quartiere popolare dove il verbo leghista fa venire l’orticaria. Era l’ottobre 2015 e la presenza dei fedelissimi di Matteo Salvini, con la futura sindaca Susanna Ceccardi tra i volontari, fu accolta con una contestazione molto diretta. Al punto che per dieci persone, individuate dalla Digos, c’è stato il rinvio a giudizio con l’accusa di violenza privata in concorso. In pratica non avrebbero consentito ai leghisti di svolgere la loro attività contro l’arrivo dei migranti. L’irreperibilità di un imputato ha fatto slittare l’udienza a dopo l’estate davanti al giudice Paola Giovannelli.

Fu una mattinata ad alta tensione. Culminata in scontri e denunce. «Stavamo raccogliendo delle firme che avremmo consegnato al prefetto e al sindaco Filippeschi, per scongiurare l'arrivo di un gruppo di profughi nella struttura della ex Polveriera, al Cep – disse al Tirreno Susanna Ceccardi –. A un certo punto è arrivato un giovane e ha ribaltato il banchetto che avevamo allestito. Poco dopo è arrivato un nutrito gruppetto di giovani che appartengono ai centri sociali. Così gli agenti della polizia che erano arrivati al Cep, in seguito alla segnalazione della nostra iniziativa, hanno dovuto richiedere rinforzi». La versione degli antagonisti fu che «un minuscolo gruppo di leghisti ha provato a organizzare una raccolta firme di fronte alla Conad del quartiere Cep. Per due volte il banchino delle firme è stato raggiunto e rovesciato, fino a costringere i leghisti a ritirarsi. Gli abitanti del Cep si stanno già organizzando tramite il comitato di quartiere, senza bisogno di essere strumentalizzati da alcun partito, per affrontare i propri problemi». (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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