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San Francesco: la protesta sul web

San Francesco: la protesta sul web

Lo avevano annunciato mercoledì, con un breve comunicato stampa. E siccome su certe promesse non si scherza eccola qua mantenuta. Da ieri mattina, secondo anniversario dalla chiusura per rischio...

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Lo avevano annunciato mercoledì, con un breve comunicato stampa. E siccome su certe promesse non si scherza eccola qua mantenuta. Da ieri mattina, secondo anniversario dalla chiusura per rischio crollo della chiesa di San Francesco, sul sito web della parrocchia campeggia un’immagine del santo a braccia aperte e con le Stimmate (per richiamare la “ferita” che sta subendo tutta la comunità parrocchiale, costretta ad emigrare in altra chiesa, senza locali parrocchiali, ma anche la ferita inferta a tutta la comunità pisana) che mostra due fotografie della chiesa avvolta dalle impalcature. Accanto c’è il link, presente ormai da tempo, che invita chiunque volesse dare un contributo alla ristrutturazione di un monumento di assoluto valore storico e religioso, tra i simboli della città, a versare su un apposito conto corrente attivato allo scopo. La chiesa, come dicevamo, è stata chiusa il 12 aprile del 2016per rischio crollo tetto «e nulla - si legge in una nota della parrocchia - è stato ancora fatto. Ad oggi nonostante vari e anche solenni annunci – a parte il prezioso e fattivo contributo economico della Fondazione Pisa, che però è stato congelato a causa del Ministero e dalla Soprintendenza – nulla è stato fatto dalla Soprintendenza e i lavori non sono mai iniziati». La chiesa rimane chiusa al culto e ai turisti «e ricordiamoci che è, per la sua importanza artistica e storica, la seconda chiesa pisana dopo la cattedrale, coperta, sia all’interno che all’esterno, da numerose impalcature che quotidianamente costano alla collettività diverse centinaia di euro» conclude la nota.

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