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Pd, obiettivo “tre quinti” candidato senza primarie

Pd, obiettivo “tre quinti” candidato senza primarie

I dirigenti del partito al lavoro per convincere i delegati dell’assemblea In prima fila l’avvocato Benedetta Di Gaddo e l’economista Giuliano Pizzanelli

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PISA. Obiettivo tre quinti. Il quorum necessario per incoronare il candidato sindaco del Pd. Senza passare dalle primarie. Anzitutto di partito (ma parte degli alleati chiede quelle di coalizione). Assemblea comunale stasera del Pd. Si preannuncia un’altra maratona. I vertici dei partito hanno diminuito le comunicazioni all’esterno.

Il lavoro sottotraccia è quello di portare i delegati indecisi, ma anche un po’ di contrari, a convergere su un nome che in prima battuta tenga unito il Pd pisano (Andrea Serfogli compreso) e in seconda battuta convinca la maggior parte dei possibili alleati della coalizione.

Sul tavolo un poker di nomi per la candidatura a sindaco, due su tutti. Torna in prima fila l’avvocato Benedetta Di Gaddo, 35 anni, presidente del Ctp 2 (Porta a Mare, La Vettola, San Piero, Cep e Barbaricina). Si tratta del profilo sul quale alla fine può convergere anche Serfogli. Emerge anche l’ipotesi di Giuliano Pizzanelli, già docente di economia pubblica all’Università di Pisa e delegato del Coni provinciale su incarico del presidente regionale Salvatore Sanzo.

Nell’elenco, ma in seconda fila, il Pd tiene la carta Nicola Landucci, ex assessore provinciale e comunale. Ultimo nome, ma avrebbe già confermato la sua indisponibilità alla candidatura, l’ex assessora alla cultura Silvia Panichi.

«Questo è il momento della prudenza e della responsabilità - interviene il consigliere regionale Andrea Pieroni - e soprattutto dello sforzo supremo, richiesto a tutti, nessuno escluso, per assicurare l’unità del partito e costruire la coalizione più ampia e plurale possibile, l’unico modo per dare a Pisa un governo di centrosinistra, in linea con le migliori tradizioni di una città ricchissima di storia, cultura, virtù civiche e valori. Questo è il momento del “bostik” e non dell’accetta».

In queste ore viene compiuto lo sforzo principale dai dirigenti democratici per arrivare ai tre quinti, cercando anche attraverso gli incontri del reggente Matteo Biffoni con le liste civiche di arrivare al risultato. L’incognita principale resta la reazione dei serfogliani, ovvero del sindaco Marco Filippeschi e dello stesso Serfogli in primis.

Se tutto dovesse saltare, come da indicazione del partito nazionale nella lettera a firma del responsabile enti locali Matteo Ricci, si dovranno tenere le primarie entro domenica 29 aprile.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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