Sicurezza
Il pm chiede più di 4 anni per il bagnino violento
Il 34enne, secondo l’accusa, avrebbe sequestrato, stuprato e picchiato la ex Lei, in fuga, si buttò dal balcone. Lui nega: «Fece tutto da sola e provai a salvarla»
PISA. Per lui, il pubblico ministero, ha chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione per sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni personali. È stata rinviata al 25 luglio, al termine di un’udienza fiume durata fino alle 17.30 di ieri, la sentenza nei confronti di un bagnino di 34 anni in servizio in uno stabilimento del litorale (Il Tirreno omette il nome per tutelare la vittima) accusato dei tre reati nei confronti dell’ex convivente, che secondo l’accusa avrebbe violentato, picchiato e sequestrato nella casa di lei al culmine della fine della relazione, nel giugno scorso.
I fatti si sarebbero svolti a Pontedera. La donna – per la quale Il Tirreno non fornisce alcun elemento che possa ricondurne all’identità – per scappare dal suo presunto carnefice, l’ormai ex compagno con il quale aveva iniziato una relazione alla fine del 2016, si è perfino buttata dal terrazzo, alto circa un metro e mezzo da terra, trovando rifugio nel bagno di un negozio vicino. L’ex fidanzato – secondo quanto ricostruito dalla vittima – l’aveva anche aggredita lasciandole evidenti segni sul corpo, in particolare una serie di lividi al collo. Per questo, difesa dall’avvocata Daniela Rondoni, la donna ha presentato querela facendo partire il processo, dove si è costituita parte civile.
Nell’udienza di ieri ha parlato nuovamente l’imputato – a Pisa da tempo, ma originario di una città del Lazio – descrivendo la relazione che lo legava sentimentalmente alla donna. Ha detto di averla conosciuta su Facebook e di aver accettato la sua amicizia nel novembre del 2016, dopo un “Mi piace” messo a una foto. Da lì il primo incontro in discoteca e la prima notte d’amore. La prima di una lunga serie, visto che i due hanno iniziato a frequentarsi sempre di più, rimanendo insieme per mesi. «All’inizio andavo a casa sua il sabato, quando la figlia era con l’ex marito, dal quale si era separata», ha detto il 34enne, che poi ha convissuto con la compagna.
«Era gelosa – ha poi spiegato davanti al collegio del Tribunale di Pisa, composto dalle giudici Beatrice Dani, Elsa Iadaresta e Grazia Maria Grieco – tanto che una volta che mi contattò la mia ex ragazza per riparare il suo cellulare, andò su tutte le furie e la chiamò per chiedere spiegazioni». Sull’episodio di fine giugno, il giovane ha raccontato che la donna gli avrebbe tirato in testa un vaso che si trovava sul comodino, ferendolo. E che prima, in un diverbio, lui l’avrebbe aggredita con uno spintone nel bagno. Ma che poi, una volta in cucina, sarebbe stata lei stessa (in un momento più quieto) a tirarsi dal terrazzo, con lui che tentava di salvarla prendendola per un braccio. Il 25 luglio la difesa replicherà al pm e ci sarà la sentenza di primo grado.
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