Il Tirreno

Pisa

Choc a San Giusto: rapinano la farmacia armati di pistola - Video

di Stefano Taglione
Le immagini della rapina dalla telecamera di sorveglianza
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Le immagini della rapina dalla telecamera di sorveglianza

Pisa, una delle dipendenti è stata minacciata mentre serviva il marito: "Dopo ho tirato un urlo". Banditi in fuga con tremila euro

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PISA. «Stai calma, non ti faccio niente. Prendo solo i soldi». È lunedì sera, 9 aprile, e sono da poco passate le 20. Nella farmacia comunale di San Giusto – che da qualche anno ha traslocato da via Alessandro da Morrona nel nuovo complesso di via Pardi, al civico 3 – sono al lavoro sei dipendenti, tre dei quali a fine turno. La maggior parte sono donne. Fra loro Alessandra Raffaele, 41 anni, che sta servendo il marito appena arrivato per riportarla a casa. Teoricamente ha già finito di lavorare.

È proprio in quel momento che dalla porta entrano i due rapinatori, un uomo e una donna dall’apparente età di una ventina d’anni, con accento toscano. Lei, con delle Converse rosse, resta a guardare davanti alla porta automatica. Lui – con le sue urla violente quanto rassicuranti – agisce e prende l’incasso, circa tremila euro. Dura tutto un minuto. Una signora anziana ha appena il tempo di accorgersi di ciò che sta accadendo. Al bancone sono in due. Le altre colleghe, impaurite, restano dietro anche per non innervosire i banditi. «Stavo prendendo i soldi per metterli via – racconta, ancora spaventata, Alessandra Raffaele, che lavora alla farmacia comunale del quartiere da circa due anni – quando questa persona, un uomo, mi ha abbracciata con la pistola in mano. Era imbacuccata e ha preso i contanti dalla cassa. Non ricordo che faccia avesse».

Dal racconto delle colleghe la coppia – che aveva i cappucci dei giubbotti calati quasi a mascherare il volto – si vedeva abbastanza bene in faccia. Ma nessuna delle professioniste ha detto di averla riconosciuta. «Quando sono usciti – spiegano alcune farmaciste, ieri al lavoro come se nulla fosse successo – hanno minacciato un cliente che da fuori stava parlando al telefono: forse pensavano che stesse chiamando la polizia». Il telefonino, prima della fuga in direzione del Vanilla Cafè, è stato rotto per terra. Sul posto, dopo la chiamata al 113, sono arrivati un equipaggio della guardia di finanza e uno della polizia, con la farmacia rimasta chiusa ai clienti che volevano comprare le medicine. Per la comunale numero 1 è la prima rapina dal trasloco in via Pardi, mentre nella precedente sede – dove ora c’è uno sportello dell’agenzia Tecnocasa – successero tre episodi analoghi.

Alessandra, invece, aveva già vissuto un incubo simile qualche anno fa, quando lavorava come farmacista a Verona. «Stanotte sono crollata psicologicamente – ha detto alle colleghe ieri, alle 14, appena entrata al lavoro come se niente fosse accaduto – e quando i banditi sono usciti, dalla tensione, ho lanciato un urlo».

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