Il Tirreno

Pisa

gestione dei rifiuti 

Reti Ambiente avrà presto un cda

di Donatella Francesconi

Lo ha stabilito l’assemblea riunita ieri a Palazzo Gambacorti

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PISA. Assemblea di Reti Ambiente, ieri in municipio a Pisa, per adeguare la società alla legge Madia dotandola di un consiglio di amministrazione al posto dell’amministratore unico, ruolo oggi ricoperto da Marco Frey. Ma anche l’avvio dell’iter di fusione per incorporazioni delle aziende dei rifiuti conferite dai Comuni soci di Reti Ambiente, società destinata ad essere il gestore unico del sistema-rifiuti sulla costa toscana. O, almeno, su quella parte di costa che non si è opposta - come ha fatto per esempio Livorno - alle scelte della Regione che al momento prevedono ancora un futuro pubblico-privato per Reti Ambiente. Trentacinque i soci presenti ad inizio assemblea (80% del capitale), 31 presenti alla votazione sui due punti: 28 i sì, 1 contrario (Forte dei Marmi) e 2 astenuti (Calci e San Giuliano). I rappresentanti dei Comuni di Carrara, Cascina, Portoferraio e Livorno non hanno partecipato alla votazione e hanno lasciato l’assemblea. In particolare il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, ha protestato per la data dell’assemblea, fissata nel giorno dell’anniversario del Moby Prince, una tragedia che ha toccato l’intera Toscana.

«Si è fatto un passo in avanti in generale - è il commento dell’ad Frey - Adesso in che direzione andrà la società lo deciderà l’assemblea di Ato che ci dovrà far capire quale sarà la configurazione di Reti Ambiente». Tutta pubblica come chiedono parte dei Comuni soci anche a governo Pd ma non solo, o pubblico-privata come originariamente previsto dalla Regione e come fermamente difeso, per esempio, dalla compagine pisana (Comuni di Pisa e Pontedera). Un’indicazione in questo senso, però, dall’assemblea di ieri sarebbe già emersa, come sottolinea Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore alla testa dei sindaci Pd che da mesi si sono schierati con una gestione interamente pubblica: «Certo, solo Ato ha la competenza della scelta. Ma l’introduzione del controllo analogo nello statuto di Reti Ambiente da oggi c’è. Si è creata una situazione di “in house di fatto”, una sorte di limbo che rimuoveremo in Ato e che mette in crisi, ad oggi, l’articolo 5.5 dello statuto che, sin dalle origini, prevedeva la possibilità di un socio privato».

La società - così la tempistica confermata da Marco Frey - «ha come obiettivo la fusione per incorporazioni dal primo gennaio». Per quanto riguarda le scelte societarie che Ato, con il direttore Franco Borchi, è chiamato a fare, Frey aggiunge: «A noi va bene qualsiasi soluzione». Con il bilancio di fine aprile il mandato di Frey scade ed il professore ieri l’ha detto chiaro: «È mia intenzione non rimanere». Per metà maggio, dunque, Reti Ambiente dovrebbe vedere insediare il consiglio di amministrazione. Dopo le inevitabili settimane di tira e molla tra i soci per aggiudicarsi i posti.

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