La manifestazione
Putignano dice addio a Liliano
Socialista convinto era sempre dalla parte dei più deboli
PISA. Quando il vento soffiava contro, e tutto pareva perduto, Liliano Martelli era la persona che non abbandonava il timone. È proprio questa, l’aria del ricordo che tira tra le decine di amici e compagni socialisti arrivati fradici di pioggia sotto un tendone allestito nel Circolo Arci di Putignano. Il feretro del 93enne Liliano, è al centro della sala. Nessun fiore e nessun sacerdote nonostante il portone della Casa del Popolo e quello della chiesa di Don Andrea sacerdote iscritto alla Figc, si guardino “faccia a faccia” .
Il Psi naufraga sotto lo scandalo di tangentopoli? Liliano non abbandona il partito. C’è da ricostruire ex novo, la magistratura dei Leoni del Gioco del Ponte in quel di Putignano? Ecco che Liliano, si presenta e diventa Magistrato.
Casa del Popolo, Putignano, Gioco del Ponte e partito, la vita di Liliano è già piena ma c’è posto – e che posto –, per lei, Eda, sua moglie, sua compagna di battaglie e campagne ed anch’essa figura storica del Psi, tra le fondatrici dell’Udi, Unione donne italiane e scomparsa pochissimi anni prima di Liliano.
Di lacrime non ne sono scese per chi ha vissuto una vita piena come Liliano. Di applausi sì. Due, dopo quel minuto di raccoglimento chiamato da Carlo Scaramuzzino. «Una volta, un sacerdote mi disse che applaudire ai funerali non si fa perché è un gesto troppo umano ma per noi è dare un ultimo abbraccio corale a chi ci ha fatto stare bene» dice Scaramuzzino presidente del circolo. I rappresentanti dei Leoni sono lì con la fascia della Magistratura, ed appoggiano con rispetto una piccola corona di fiori banciando la bara. Tommaso Conte, accompagnato anche da Miria Nannini, entrambi dei Leoni, dice: «Liliano era attento ai bisogni degli altri e mi piace ricordarlo forte e fiero visto che fino a poche settimane fa andava a fare la legna con l’apino a Coltano». L’assessore Federico Eligi lo ricorda come un «esempio di rettitudine e coerenza» e dice: «Tutti stavano abbandonando il Psi travolto dagli scandali di tangentopoli ed io ero un giovanissimo militante del Psi. Liliano, segretario della sezione di Putignano, non abbandonò. Mi disse che finché ci fosse stata povera gente, il Psi doveva esserci perché quello, il nostro, era il partito delle fasce deboli». Liliano, originario di Casale Marittimo, ex dipendente della Provincia, e figlio di Garibaldi Martelli, non ha voluto fiori. In una piccola busta da lettera, si raccoglievano delle offerte per l’acquisto di un defibrillatore da donare al circolo. «Questa era la sua seconda casa – ricorda Scaramuzzino – qui passava ogni giorno e lo ha fatto per 60 anni. Qui ha dato prova di coraggio e rettitudine anche come tesoriere. Se i conti non tornavano anche per cinque lire, si rimetteva a contare per un’altra mezza giornata».
A dare l’ultimo saluto a Liliano che verrà cremato e riposerà accanto alla moglie nel cimitero di Putignano, c’erano anche Antonio e Juri Dell’Omodarme, Aurelio Pellegrini già sindaco di Montescudaio, Veronica Fichi consigliera di Mdp.
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