Sicurezza
Seconda incursione in due mesi nel bistrot degli Anconetani
PISA. A distanza di quasi due mesi hanno forzato di nuovo la porta sul retro in via Roncioni ed hanno portato via due tablet e i soldi del fondo cassa, 50 euro in tutto. Secondo furto (dopo il primo...
PISA. A distanza di quasi due mesi hanno forzato di nuovo la porta sul retro in via Roncioni ed hanno portato via due tablet e i soldi del fondo cassa, 50 euro in tutto. Secondo furto (dopo il primo avvenuto la notte tra il 9 e il 10 febbraio) per il Bistrot Romeo, in lungarno Mediceo, gestito dal nipote dell’indimenticabile presidente del Pisa, Matteo Anconetani.
Un “colpo”, quello dell’altra notte, che ha lasciato l’amaro in bocca al giovane imprenditore pisano. «Avevo da poco finito di riparare la porta forzata a febbraio ed eccomi di nuovo qui da capo. Con danni questa volta ancora più ingenti di due mesi fa». Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato anche questa volta lo stesso Matteo Anconetani. «Stamani (ieri per chi legge ndr) sono arrivato ed ho notato subito la porta sul vicolo, completamente aperta, e mi è preso un tuffo al cuore».
I ladri, forse due, hanno agito indisturbati di notte, e dopo aver divelto la porta sul retro, sono entrati arraffando i due tablet appoggiati su di un tavolo e gli spiccioli del registratore di cassa. «È possibile che siano stati due tossicodipendenti – commenta amareggiato Anconetani – la sera purtroppo in tutta la zona circolano personaggi poco raccomandabili. E non nego che io stesso, spesso e volentieri, pur essendo un uomo, di trovarmi a disagio quando la notte chiudo il locale e torno a casa. Con questo non voglio gettare la croce addosso al sindaco, al questore o al prefetto. Io dico solo che qualcosa in questa nostra società non funziona più a cominciare dall’applicazione delle pene».
«Purtroppo questo non avviene e chi delinque – rimarca il ristoratore – o come nel mio caso ruba, sa benissimo che tanto dopo poco viene rimesso in libertà. E il nostro sistema che glielo permette, ma per me non più possibile andare avanti. Soprattutto adesso che sembra quasi una moda, dopo le abitazioni, prendere di mira le attività commerciali. Come se chi operasse in questo settore navigasse nell’oro. Oltre ai danni morali subiti, noi commercianti siamo costretti anche pagare i danni provocati dai ladri. Nel mio caso la porta, messa fuori uso una seconda volta, per non parlare dei due tablet».
Roberta Galli
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