Il Tirreno

Pisa

l’incontro con le scuole 

Duecento copie della Costituzione in dono agli studenti

di Carlotta Lattanzi

PISA. Un’occasione importante quella che ha visto sabato, la presenza di circa duecento studenti diciottenni nell’auditorium del Liceo Carducci (oltre al Carducci, presenti allievi del Buonarroti,...

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PISA. Un’occasione importante quella che ha visto sabato, la presenza di circa duecento studenti diciottenni nell’auditorium del Liceo Carducci (oltre al Carducci, presenti allievi del Buonarroti, del Santoni e del Matteoti). In ritardo di qualche giorno a causa delle vacanze di Pasqua, si celebrava infatti, con la consegna della Costituzione ai ragazzi, il 72° anniversario delle prime elezioni libere nel dopoguerra. «Un gesto simbolico di grande valore» ha sottolineato la dirigente scolastica Sandra Capparelli, «che rinnova ogni anno l’attenzione che la didattica deve dedicare alla Madre di tutte le leggi. Perché la Costituzione deve essere vissuta e applicata quotidianamente, come un documento scritto non solo sulla carta, ma dentro di noi». Voci autorevoli del mondo costituzionale e della resistenza italiana, dal professor Saulle Panizza, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Pisa e responsabile scientifico del laboratorio pisano di storia costituzionale, al Presidente provinciale Anpi, Bruno Possenti, fino a Carla Nespolo, Presidente Nazionale dell’Anpi, sono intervenuti nel corso dell’incontro, intitolato quest’anno “Le giovani, i giovani e la Costituzione”. A introdurre la conferenza, un video “Italia 1948/2018”, realizzato dal regista Lorenzo Garzella (Nanof, Acquario della Memoria, ndr) dedicato al tema oggetto della giornata: le donne, il voto e la memoria. Perché, se la natura antifascista, antimilitarista ed egualitaria della nostra Costituzione è nota, meno noto è il ruolo che ebbero le donne all’Assemblea Costituente. Le ha definite «Madri Costituenti» Panizza, «sebbene in netta minoranza rispetto ai ben più famosi Padri». «Erano 21 e nessuna di loro ha firmato la Costituzione – ha proseguito Panizza – ma il loro contributo alla stesura fu tutt’altro che marginale. Poche di numero, ma capaci di permeare l’intero testo costituzionale, a partire dall’art.3, che sancisce il principio di uguaglianza. I progressi sono lenti, si pensi che per vedere la prima Presidente della Camera si è dovuto aspettare il ’79, con Nilde Iotti. Nessuna sorpresa, visto che la Prima Presidente del Senato risale alla legislatura attuale: siamo nel 2018. Oggi la presenza femminile in Parlamento è la più alta di sempre, eppure ancora molto bassa al 35%. Secondo l’Indice Globale delle differenze di genere stilato nel 2017 dal World Economic Forum il nostro Paese si piazza in 82esima posizione su 144 Paesi analizzati. Moltissimo è ancora il lavoro da fare.» «Non condivido la definizione di madri costituenti, perché la donna è prima di tutto cittadina – ha precisato Carla Nespolo – Siamo state costituenti, sebbene non firmatarie della Costituzione». «Il valore fondativo dell'uguaglianza è da ribadire – ha aggiunto Naspolo – a maggior ragione quest'anno che ricade non solo il 70° anniversario della Costituzione, ma anche l'ottantesimo anniversario della firma delle Leggi Razziali». «È un momento di grande insicurezza, tanto sociale quanto economica – ha concluso l’Assessora Marilù Chiofalo – in cui crescono i muri fisici come negli USA o in Medio Oriente. Ma i muri fisici non sono che materializzazione dei muri mentali. Necessario allora valorizzare le comunità e vedere le differenze con solidarietà e riconoscimento reciproco, non come minaccia. Valori preziosi questi, che sono già scritti da tempo nella nostra Costituzione».

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