Sicurezza
Pratale chiede più polizia nel quartiere
Ieri l’incontro di vicinato con vigili e carabinieri. Un’anziana rivive il suo incubo: «Seguita in scooter e derubata sotto casa»
PISA. «Me lo ricordo come fosse ieri, anche se è successo un mesetto fa. Il ladro si muoveva in scooter e io ero appena uscita dalla farmacia di via Battelli, proprio dove l’altro giorno hanno scippato e ferito quella ragazza. Ho preso l’auto, ho girato verso via Don Bosco e alla curva di Scarpamondo mi si è affiancato. Mi ha seguita fin sotto casa e con una scusa ha aperto la portiera fregandomi la borsa con soldi e documenti. Ho perso tutto».
Claudia non vuole che Il Tirreno scriva il suo cognome (o pubblichi la sua foto) perché è ancora scossa. Trema dalla paura. «Vivo da sola e se sa che ve l’ho detto, entra in casa e mi ammazza». La signora, anziana, è una delle circa 50 persone che ieri mattina hanno preso posto nella platea della sala convegni delle Officine Garibaldi di via Gioberti, per l’incontro con il comandante della polizia municipale, Michele Stefanelli, e la capitana della compagnia dei carabinieri di Pisa, Cristina Spina, organizzato dal gruppo “Sguardo di vicinato del quartiere pisano di Pratale-Don Bosco e dal comando dei vigili urbani, con la collaborazione dei consiglieri del Ctp 5 Lorenzo Davini e Fabio Rosellini, che per promuoverlo hanno fatto un vero e proprio porta a porta, casa per casa. «È stata un’occasione per avvicinare i cittadini alle forze dell’ordine – riassume Davini – e per superare l’omertà e la paura di denunciare ciò che accade. Qui la sera è pericoloso anche per un giovane come me, figurarsi per una signora anziana».
Diverse le persone che hanno preso la parola per raccontare i furti subiti. «Un pomeriggio, verso le 17.30, i ladri sono entrati in casa rubando la borsa di mia moglie», dice un cittadino. «La prima volta mi hanno fregato perché non avevo l’allarme e nella seconda occasione si sono approfittati del fatto che la porta non fosse blindata. Così ho subìto due furti in poco tempo», gli fa eco un altro residente del quartiere.
Spina e Stefanelli hanno cercato di rispondere nel modo più chiaro possibile, fornendo dei suggerimenti dettati per lo più dal buon senso. «Se vi chiedono il portafogli minacciandovi di farvi del male, dateglielo subito, facendo però attenzione a chi avete di fronte. L’accento con cui parla, eventuali tatuaggi o segni alle mani. In sede di denuncia questi particolari possono essere decisivi per arrestare il malvivente», ha spiegato la militare.
Molti i problemi segnalati dai residenti. «Gli scippi sono diventati una piaga – racconta Cristina Ceccarini – Mia madre è anziana, camminando ci guardiamo sempre le spalle perché in giro si vedono sempre più brutte persone». «Vicino all’isola ecologica di via Ippolito Pindemonte i rifiuti spesso sono ovunque e attirano delinquenza», aggiunge Enzo Cini. «Abbiamo creato due gruppi su Whatsapp: nel primo vengono inviate le segnalazioni, nel secondo rimangono quelle che filtriamo e mandiamo direttamente alle forze dell’ordine. Così partecipiamo alla sicurezza del quartiere. Chi vuole mi contatti e lo inserisco: per ora siamo una cinquantina», sostiene Guido Cervelli, membro del comitato “Vivi Pratale». «Servono più poliziotti, magari arrivasse un vigile di quartiere – spera Ugo Quaglieri – così la microcriminalità verrebbe disincentivata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
