La manifestazione
Commissario e primarie per la scelta del candidato
Il Pd pisano non riesce neppure ad approvare il regolamento per il voto ai gazebi Viale conferma le dimissioni e ora la “palla” passa ai vertici regionali del partito
PISA. Divisi, nettamente. E insieme incapaci di prendere una decisione anche se ormai tutte le sirene d’allarme rispetto alla necessità di fare presto sono suonate in casa Pd e fuori, nella coalizione di centrosinistra finora alla guida della città. Ma la scelta del candidato sindaco per il centrosinistra e i democratici pisani resta, a quanto pare, un ostacolo invalicabile, almeno con gli strumenti fino ad oggi messi in campo dal partito e dalle liste civiche della coalizione. Così quello che si prospetta è un commissariamento finalizzato alla stretta finale sul nome e sulle alleanze. Sempre che sia possibile farne.
Venerdì sera l’assemblea Pd doveva approvare il regolamento per le primarie. Un compito facile solo sulla carta. Non si è riusciti a dare il via neppure a un atto formale come questo. Perché il voto si è trasformato in un sì o un no alla candidatura di Andrea Serfogli, l’assessore che ormai da diverse settimane chiede le primarie di coalizione forte del sostegno delle liste civiche che fanno capo all’assessore Federico Eligi e al vice sindaco Paolo Ghezzi.
L’assemblea si è spaccata: 50 a favore del regolamento, 49 astenuti e 2 contrari. Il quorum (serviva una maggioranza di 66 voti) non è stato raggiunto e niente via libera all’atto che, forse, potrebbe vedere la luce con il commissario ad acta per il Pd. Di certo Serfogli non ha gradito la votazione e fino a ieri mattina la rottura con i democratici era a un passo. Poi le telefonate, i confronti e il via a frenetiche nuove trattative. Sia con le liste civiche, sia all’interno delle diverse correnti Pd. Ma anche l’ultimo tentativo è andato a vuoto: stop alle trattative e tutti di nuovo convocati in assemblea nel pomeriggio di ieri. Assemblea nel corso della quale il segretario Giovanni Viale ha confermato le proprie dimissioni e dato seguito all’iter che - di fronte alla mancata approvazione del regolamento sulle primarie - porterà al commissariamento e probabilmente al voto ai gazebi «che potrebbe tenersi - commenta il coordinatore del comitato per le primarie Marco Rossi - il 22 o il 29 aprile. L’auspicio è quello di individuare uno o più candidati anche dentro il Pd, e sicuramente tra loro quello che ha avuto il massimo consenso fino ad ora, Andrea Serfogli. I candidati devono formalizzare le loro candidature entro il 12 maggio: non può essere il fattore tempo a condizionare il percorso».
«Ho votato a favore del regolamento del regolamento per le primarie - commenta il sindaco Marco Filippeschi - come la larga maggioranza dell’assemblea, ma mi sono dissociato nettamente da un voto che è apparso inaccettabile ostruzionismo. Le primarie sono un principio e una regola dello statuto a disposizione delle coalizioni, vengono fatte nel novanta per cento dei Comuni, si sono indette a Siena, Massa e Impruneta per le prossime amministrative, sono la via maestra per risolvere i contrasti fra posizioni legittimamente diverse».
Un commissario per le primarie, insomma, è l’auspicio di molti dei sostenitori della candidatura Serfogli e di una coalizione allargata quanto meno alle liste civiche. Ma se la situazione dovesse evolversi nella direzione di un commissario intenzionato a imporre una candidatura al di là delle opinioni della base? Serfogli e i suoi sarebbero pronti a un passo indietro o, piuttosto, a un passo fuori dal partito, verso le liste civiche? «Resterò nel Pd - ha detto ieri al Tirreno - fin tanto che ne saranno rispettate le regole e i principi fondanti». Staremo a vedere.
Valentina Landucci
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