Il Tirreno

Pisa

Svegliata e rapinata dai banditi che la rimettono a letto

di Stefano Taglione
La signora rapinata mentre indica il balcone da dove sono entrati i due banditi
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La signora rapinata mentre indica il balcone da dove sono entrati i due banditi

Pisa, paura per un’anziana che vive da sola ad Oratoio: «Pensavo che la gatta miagolasse, invece erano loro. Ho visto la morte»

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PISA. «Stai zitta, ora ti riportiamo a letto». Daniela – è un nome di fantasia, una scelta per tutelare la sua incolumità – pensava che quel rumore all’angolo cottura, alle 2.30 della notte fra mercoledì 4 e giovedì 5 aprile, fosse il miagolio della sua gatta affamata. Invece erano due rapinatori spregiudicati. Che hanno spaventato a morte l’anziana, riportandola a “dormire” dopo essersi alzata nel cuore della notte.

La donna - che ha una figlia, ma vive da sola in un appartamento di Oratoio, frazione alle porte della città - è rimasta ostaggio dei due banditi per decine di minuti. Non poteva chiamare nessuno, nemmeno il 112, visto che uno dei malviventi era rimasto a fare la guardia in camera togliendole il cellulare e intimandole di stare zitta, pena la violenza. Con la beffa, proprio in quel lasso di tempo, del passaggio di una pattuglia dei carabinieri sotto l’abitazione. I militari, se avessero visto o sentito qualcosa, si sarebbero senz’altro fermati per aiutare la donna e arrestare i delinquenti.

Invece no. I rapinatori non hanno lasciato nulla al caso. Si sono arrampicati dai tubi fino al terrazzo al primo piano dello stabile (sotto è rimasta un’impronta di scarpa), per poi entrare e minacciare di fare del male perfino alla gattina, che non si è vista fino alla mattina. Poi, una volta dentro, non hanno acceso nemmeno una luce, ma usato le torce invisibili dall’esterno. È per questo che gli uomini dell’Arma, in uno dei passaggi di routine, non sono riusciti a intervenire.

Dentro, i due malviventi, stavano cercando oro e soldi, ma non c’era nulla. «Ho avuto paura di morire, mi strattonavano con forza, non sapevo se erano armato o meno – racconta Daniela, ancora sconvolta, a poche ore da uno dei più grandi choc della sua vita, come ammette lei stessa – Poi, quando ho capito che non potevo fare più nulla, mi sono tranquillizzata. Erano giovani, forse rumeni, ma parlavano italiano molto bene. Mentre il primo rovistava in camera senza perdermi di vista, l’altro girava tutta la casa. Ho visto che si sono messi in tasca qualcosa, rubando tre macchine fotografiche».

La donna, in pigiama, proprio nel momento della paura ha trovato la forza di spaventare e mettere in fuga i malviventi. Uno di loro, infatti, le ha chiesto dove fosse suo marito. E lei, che vive sola, ha detto: «Sta lavorando alla Saint-Gobain. Ma ora arriva...». E i due banditi, impauriti, sono scappati immediatamente. Con Daniela che ha subito chiamato i carabinieri, giunti sul posto per tranquillizzarla insieme alla figlia. «Le forze dell’ordine fanno già il massimo, il problema è che sono troppo poche – è l’appello della vittima – Qui in paese succede di tutto: qualche settimana fa hanno rubato ai miei vicini. Da me ci avevano già provato tre volte».

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