Il Tirreno

Pisa

Elettrodotto Terna Le Belle Arti bocciano il progetto

di Luca Cinotti
Elettrodotto Terna Le Belle Arti bocciano il progetto

VECCHIANO. Un ministero, quello dell’ambiente, dà l’ok. L’altro, quello dei beni culturali, dice no. Mettendo un ostacolo (da vedere quanto grande) sulla definitiva approvazione del progetto per l’ele...

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VECCHIANO. Un ministero, quello dell’ambiente, dà l’ok. L’altro, quello dei beni culturali, dice no. Mettendo un ostacolo (da vedere quanto grande) sulla definitiva approvazione del progetto per l’elettrodotto nell’Oltreserchio e, in particolare, della variante “B1”, quella che prevede il mantenimento del tracciato attuale (compreso l’attraversamento di Maggiano) e la realizzazione di un nuovo raccordo di 1,35 km per raggiungere la cabina di trasformazione da costruire a Filettole, poco più in là del confine tre le Province di Lucca e Pisa. Anche le date, in questa vicenda, assumono un peso. Il parere della Commissione tecnica del ministero dell’ambiente è datato 16 marzo. Quello del ministero dei beni culturali, firmato dalla direttrice generale Caterina Bon Valsassina è del 22 giugno. Si tratta di un documento che obbligatoriamente deve arrivare sulla scrivania del responsabile dell’ambiente (al momento il dimissionario Gian Luca Galletti) in vista della firma del decreto di Via, ultimo step prima di poter dare il via ai cantieri.

Nelle 12 pagine firmate dalla direttrice generale Bon Valsassina si ripercorre la vicenda della valutazione data dalle Belle arti al progetto di Terna, attraverso le varie Soprintendenze coinvolte che, a più riprese, hanno dato parere negativo. Il 16 settembre 2016 in un incontro al ministero dell’ambiente venne chiesto a Terna di specificare meglio alcuni aspetti dell'alternativa B1, per capire anche se poteva essere modificato per ridurre l’impatto. La società, tuttavia, rispose picche sia sullo spostamento del tracciato (spiegando che era l’unico possibile «in un ambiente territoriale comunque limitato ai comuni che beneficerebbero dell’intervento») sia sull’interramento della linea 380. Tutta la documentazione fu poi inviata alle Soprintendenze che, a ottobre, ribadirono che «le soluzioni alternative proposte da Terna non consentono di superare le criticità già espresse e di ritenere l’intervento non compatibile con il quadro paesaggistico e i beni culturali presenti nella zona».

Sulla base di tutto questo il ministero ha rilasciato il parere negativo, sia sul progetto originario che sulle tre varianti: «Alcuni ambiti interferiti dall’elettrodotto - si legge nel provvedimento - presentano un'elevata qualità paesaggistica e l’intervento proposto comporterebbe inevitabili ripercussioni negative sullo stato di conservazione dei valori paesaggistici di tali aree. L’intervento interferisce altresì con ambiti caratterizzati da significative presenze del patrimonio storico-architettonico determinando in alcuni punti e rispetto ad alcuni beni culturali un forte impatto che solo parzialmente può essere attenuato dagli interventi di mitigazione proposti».

Questo documento dovrà essere preso in considerazione dal ministro, insieme a quello - di segno opposto - preparato dalla Commissione tecnica della Via. Prevedere cosa succederà è complicato. Perché non ci sono direzioni univoche, da parte della giurisprudenza amministrativa, sul valore o meno vincolante del parere delle belle arti. In teoria, la patata bollente potrebbe anche essere rimessa all’intero Consiglio dei ministri.

«Aspettiamo di vedere le carte e gli atti ufficiali prodotti da parte del Ministero per l'Ambiente, ma fin da ora esprimiamo la nostra contrarietà nei confronti della scelta che si sta operando a livello governativo sul riassetto dell'elettrodotto». Questo il primo commento dei sindaci di Lucca Alessandro Tambellini e di Vecchiano Massimiliano Angori.

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