Gioco
Più credito alle famiglie, cala quello alle imprese
Lo stallo degli investimenti e gli alti tassi d’interesse tra le motivazioni contenute nell’analisi su scala provinciale della Camera di Commercio
PISA. Cresce il credito alle famiglie, cala quello concesso alle imprese. Segue due andamenti diametralmente opposti l’evoluzione dei prestiti concessi dagli istituti bancari alla clientela di Pisa e provincia. Mutui e consumi alimentano l’ammontare dei prestiti concessi alle famiglie, lo stallo degli investimenti dovuti alla congiuntura economica e gli alti tassi di interesse frena quelli alle imprese.
Questa, in sintesi, l’analisi condotta dalla Camera di Commercio di Pisa sui dati della sede fiorentina della Banca d’Italia sull’andamento del credito a Pisa e provincia a fine 2017. Nel quarto trimestre dello scorso anno, i prestiti sono cresciuti dell’1,4% rispetto all’anno precedente: trend in linea con i valori registrati nello stesso periodo del 2016 (più 1,5%), ma superiore alla media toscana che si ferma allo 0,8%. A beneficiare dei prestiti sono state soprattutto le famiglie (più 3,5% grazie soprattutto ai mutui per l’acquisto dell’abitazione e al credito al consumo), mentre dopo un paio di trimestri di stallo, calano leggermente i prestiti concessi alle imprese (meno 0,9%). La crescita del credito erogato è accompagnata da un miglioramento della sua qualità: la difficoltà di rimborso dei crediti ricevuti registra infatti un rasserenamento soprattutto sul fronte delle imprese. Il gap rispetto ad altri territori rimane però ancora ampio tanto che i tassi di interesse restano più elevati rispetto alla media regionale e nazionale.
Per quanto riguarda il settore produttivo il calo dei prestiti a fine 2017 è trainato soprattutto dal comparto edile (meno 2,8%) e dal terziario (meno 0,1%). Crescono, anche se meno rispetto al passato, i prestiti concessi alle imprese della manifattura (più 2,9%). La contrazione interessa soprattutto le piccole imprese (meno 0,9% nel quarto trimestre 2017). Le medie e grandi, dopo la crescita registrata nel secondo e terzo trimestre, chiudono l’anno con un meno 1%. Nel complesso, la domanda è stata indirizzata al sostegno del capitale circolante e, in parte, per il finanziamento degli investimenti. Quasi esaurite le richieste per la ristrutturazione dei debiti pregressi.
Il leggero miglioramento della situazione economica ha portato ad una diminuzione dell’incidenza delle nuove sofferenze bancarie sullo “stock” dei prestiti concessi: a Pisa il cosiddetto tasso di decadimento passa dal 4,4% di fine 2016 al 2,4% di fine 2017 (valore in linea con la media regionale che si assesta al 2,6%). Resta preoccupante invece la situazione dei crediti di difficile esigibilità, dove il tasso di decadimento a fine 2017 risulta del 3,4%. Lo “stock” di crediti bancari deteriorati (crediti scaduti, incagliati o ristrutturati) rimane invece elevato, anche se l’incidenza rispetto al credito concesso si è ridotto rispetto ad un anno fa. A dicembre 2017 era pari al 21,7% del complesso dei finanziamenti, in diminuzione di 2,5 punti percentuali rispetto alla fine del 2016. Il risultato di una peggiore qualità del credito concesso si riverbera sui tassi applicati alle imprese per i finanziamenti, pari al 6,6%. Nel 2017 è proseguito il processo di razionalizzazione degli sportelli bancari: il numero di quelli attivi nella provincia pisana è passato infatti da 270 (2016) a 264 (2017). Calano anche i dipendenti delle banche che a fine 2017, in provincia di Pisa, risultano 2.215 a fronte dei 2.299 del 2016.
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