Il Tirreno

Pisa

Nuovi fondi internazionali per il porto

di Francesco Loi
 Nuovi fondi internazionali per il porto

In corso la due diligence, intanto c’è il via libera al concordato: missione compiuta per i manager

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PISA. Un sì che spera di conquistarne a breve un altro. Quello decisivo. Il primo è arrivato dal Tribunale: sì al concordato preventivo richiesto dalla Boccadarno Porto di Pisa Spa, alle prese con quasi cento milioni di euro di debiti. Il secondo, quello auspicato, dovrà giungere di fronte alle proposte di acquisto della società che potrebbero avanzare i fondi internazionali, almeno due, interessati al porto. In corso da parte di questi fondi la due diligence, ovvero la verifica di bilanci e situazione patrimoniale, definita «in stato molto avanzata». Il resto dovranno farlo i soci della Boccadarno, sotto i riflettori del commissario giudiziale, la commercialista Francesca Cavaliere con studio a Santa Croce sull’Arno.

Intanto per Simone Tempesti e Riccardo Dal Monte, rispettivamente amministratore delegato e presidente del cda della Boccadarno, si può parlare di missione compiuta: traghettare la società fuori dalla crisi finanziaria causata alla congiuntura sfavorevole. E ora il passo indietro: «Rimettiamo ogni successivo passaggio societario nelle mani degli azionisti, ai quali spetta il compito di assumersi la responsabilità di adottare le decisioni necessarie per proseguire armonicamente sulla strada del risanamento e dello sviluppo».

Stabilizzazione del quadro giuridico, definizione del debito, garanzia della continuità aziendale e rilancio del progetto di riqualificazione di Boccadarno nel rispetto degli impegni pubblici e privati. Questi i pilastri del piano concordatario ammesso dal Tribunale di Pisa. «Oltre a garantire il miglior soddisfacimento degli interessi dei creditori - dicono i due manager - il concordato preventivo si dimostra, allo stato attuale, anche lo strumento più idoneo attraverso il quale, grazie alla tutela del Tribunale e al controllo del commissario giudiziale, attrarre ed agevolare l’intervento di finanziatori interessati al completamento del progetto di Boccadarno con la realizzazione delle abitazioni, dei negozi e di tutti i servizi previsti». Una strada peraltro che si è fatta obbligata «dopo che le offerte di alcuni investitori internazionali sono decadute per il mancato gradimento della maggioranza qualificata degli azionisti della società».

Offerte dunque ricevute e respinte. Da qui una sorta di appello. «Siamo ben coscienti dei sacrifici fatti dagli azionisti e in particolare dal socio di maggioranza Panchetti Srl - dicono i manager - per consentire un’opera attesa da decenni e in pochi anni divenuta un punto fermo nello scenario di riqualificazione e sviluppo del litorale pisano. Riteniamo che la città debba tributare il giusto merito a chi ha investito ingenti risorse finanziarie ed imprenditoriali nel progetto di Boccadarno senza averne ottenuto, a causa della travolgente crisi della nautica e dell’edilizia, un ritorno economico diretto. Ma siamo anche consapevoli che la città tutta, probabilmente salvo qualche speculatore, si aspetti dagli stessi azionisti un ulteriore segnale di responsabilità e lungimiranza sulla strada della composizione della crisi». Un messaggio anche ai creditori: «Dobbiamo sottolineare l’atteggiamento costruttivo dei maggiori creditori, con i quali ci siamo confrontati in maniera trasparente. Sulla base di tale confronto abbiamo validi motivi per ritenere che la proposta concordataria possa superare il vaglio della loro approvazione».

La Camera di Consiglio del Tribunale di Pisa che ha decretato l’apertura della procedura era composta dai giudici Enrico D’Alfonso, Daniele Mercadante e Giovanni Zucconi, presidente. Il management della Boccadarno sottolinea «competenza e sensibilità giuridica del giudice Zucconi, con il quale la società ed i propri consulenti si sono interfacciati per dipanare le molteplici problematiche». La proposta concordataria è stata redatta con l’assistenza legale del team coordinato dall’avvocato Linda Morellini dello Studio Giovanardi Pototschnig & Associati di Milano-Genova e la collaborazione dell’avvocato pisano Luca Colombini. Il piano concordatario è stato proposto dalla società con il supporto del team di Kpmg Advisory Spa coordinato dal dottor Lorenzo Nosellotti.

«La tenuta aziendale di Boccadarno e l’oculata gestione della marina hanno consentito che attorno al porto turistico di Pisa, pur in questi anni di grande incertezza economica, si sviluppassero svariate attività, fossero attratti nuovi e sempre più qualificati flussi turistici e soprattutto fossero creati nuovi posti di lavoro. Tutto ciò - conclude il management - rappresenta un patrimonio di cui andiamo fieri e che ora, con l’ammissione del concordato, ha una concreta prospettiva di continuità e di consolidamento per i prossimi anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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