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Il popolo delle primarie: «Il Pd rispetti lo statuto»

Il popolo delle primarie: «Il Pd rispetti lo statuto»

In trecento all’incontro delle Officine Garibaldi. Serfogli: commissariare significherebbe portare il partito al dissolvimento. L’ipotesi: gazebo il 22 

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PISA. «Senza una candidatura sostenuta da una maggioranza dei tre quinti si devono fare le primarie come dice lo statuto del Partito democratico. Spero che il reggente Biffoni si muova nel rispetto di uno dei principi fondamentali del partito, e lo dice uno che nel 2007, eletto nell’assemblea nazionale, ha contribuito a fondare il Pd». Forse i dirigenti democratici si aspettavano un passo indietro, ma di certo non è questa l’idea di Andrea Serfogli, sempre più intenzionato a candidarsi a sindaco attraverso le primarie. Una convinzione rafforzata dall’ampia presenza di intervenuti, circa trecento, all’incontro di ieri sera alle Officine Garibaldi promosso dal comitato per le primarie, definite dagli organizzatori «strumento di scelta e legittimazione di un candidato a sindaco di Pisa che rappresenti uno schieramento largo di centrosinistra». In prima fila il sindaco Marco Filippeschi, oltre ai candidati sindaco attraverso le primarie Serfogli e Dario Danti.

Fanno parte del comitato promotore dell’incontro Marco Rossi, Carlo Casarosa, Massimiliano Bacchiet, Aurelio Pellegrini, Enrico Stampacchia, Susanna Falsetti, Massimo Catastini e Rita Lucchi. Tra loro esponenti democratici vicini a Filippeschi e Serfogli, rappresentanti di +Europa/Riformisti e di Campo progressista. Nei locali delle Officine Garibaldi anche componenti di In lista per Pisa del vicesindaco Paolo Ghezzi. Dunque la parte del centrosinistra che non si riconosce nella scelta dei dirigenti Pd di candidare a sindaco Domenico Laforenza, presidente dell’area del Cnr, senza passare dalle primarie, come chiesto in realtà da Articolo Uno-Mdp attraverso Paolo Fontanelli.

È la divisione che ha portato il Pd ad incaricare uno dei reggenti regionali, Matteo Biffoni, di gestire il caso-Pisa e di coordinare l’assemblea comunale di ieri sera, dove si confrontavano coloro che cercano ancora di mediare, evitando il commissariamento del partito, e quelli che invece vorrebbero provare a forzare. «Decisioni prese in autonomia dal commissario significherebbero il dissolvimento del partito», attacca Serfogli, che alcuni vogliono già in fase di riflessione rispetto alla costruzione di una propria lista civica in caso di no alle primarie. «Siamo tutti per un’alleanza larga - riprende Serfogli - ma già sappiamo, e lo sa il Pd, che senza primarie le liste civiche In lista per Pisa e Riformisti restano fuori dalla coalizione di centrosinistra». Anche il blocco delle primarie, attraverso la mancata approvazione del regolamento, sarebbe visto come una volontà di divisione.

«Ci ha spinto ad intraprendere questa iniziativa - ha spiegato il comitato promotore dell’evento - la preoccupazione per scelte tardive e divisive, e la convinzione che le primarie rappresentino invece l’occasione per aprire con i cittadini pisani un confronto sui temi che interessano in vista delle prossime elezioni comunali. A Siena e Massa le primarie sono state scelte come il metodo per comporre le legittime differenti valutazioni, com’è stato in decine e decine di città, grandi e piccole, in precedenti elezioni. Anche Pisa ha bisogno di una scelta che sia fatta dal basso, che porti a scegliere tra candidati diversi, ma uniti da uno stesso obiettivo, se ve ne sarà più di uno in campo». Il messaggio è: indietro non si torna. Domenica 22 aprile la data ipotizzata. E quelli del gazebo ora attendono la risposta del Pd.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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