La manifestazione
Tra commissario e numeri in bilico è stallo nel Pd
Stasera l’assemblea comunale con il reggente Biffoni ma nessuno sembra avere i voti necessari per decidere
PISA. Il responsabile nazionale enti locali del Pd, Matteo Ricci, stasera non sarà presente all’assemblea comunale del Pd. Lascia tutto nelle mani di uno dei reggenti del partito regionale, il sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Forse è già un segnale di quello che potrà (o non potrà) avvenire dentro i democratici.
Sembra la storia della coperta corta, a proposito della coalizione di centrosinistra. Se il Pd tira dalla parte della candidatura di Domenico Laforenza, presidente del centro Cnr di Pisa, e di Mdp con Paolo Fontanelli lascia fuori l’area del partito che si riconosce nella candidatura di Andrea Serfogli e tutto il popolo delle primarie che va dalle liste civiche ora in maggioranza a Palazzo Gambacorti, oltre a Campo Progressista. Se tira dall’altra parte ottiene il risultato opposto. Nel mezzo il vero problema, che non è solo di questi giorni: la capacità di fare sintesi, di unire le varie anime.
E allora si naviga a vista, sperando che qualcuno faccia un passo indietro, ma non si vede chi. Ieri l’incontro di coloro che, sperando di raccogliere i famosi tre quinti decisivi dell’assemblea comunale (un’ottantina), provano a fare quadrato attorno ad un comunicato che richiama la linea nazionale e regionale del partito, ma evita (almeno in quelle righe) di affrontare sia il tema primarie, proprio non ne parla, sia quello del nome del candidato sindaco.
Questo gruppo tiene il pallino dell’assemblea di stasera. Può decidere di rompere gli indugi, tentare la strada della conta dei voti sul nome di Laforenza (i tre quinti), ma senza certezza di successo. E questo vorrebbe dire tirare ancora di più la corda dei rapporti dentro il partito e dare il via libera, da statuto, all’indizione di primarie di coalizione davanti all’assenza di un candidato largamente condiviso.
Primarie che però non potrebbero essere di coalizione (perché ora non c’è), ma solo di partito, peraltro bloccabili facilmente con una maggioranza di no al regolamento che dovrebbe disciplinare lo svolgimento delle consultazioni.
Dall’altra parte, i sostenitori di Serfogli e delle primarie non mollano. Vogliono coinvolgere la base e le forze civiche. Oggi hanno convocato l’incontro pubblico alle Officine Garibaldi e spingono sull’acceleratore. Da questo punto di vista difficile trovare margini per un accordo.
Anche Mdp in qualche modo si smarca, come si può leggere sotto, e lascia che sia il Pd a giocare la partita.
Ma cosa resta ai democratici? L’assemblea di domani può prendere altro tempo, dopo aver valutato, tra l’altro, il livello di partecipazione popolare alle Officine Garibaldi. Oppure può chiudere ogni negoziato lasciando che il partito venga commissariato. Un’eventualità alla quale si è già opposto Antonio Mazzeo. E che è stata respinta anche dai circoli.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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